Sanità: allarme ‘fake news’, oltre 90% riguarda vaccini

Roma, 30 ott. (Adnkronos Salute) – Una ‘fake news’ in sanità “fa danni enormi” con “costi sociali ed economici altissimi” e a correre il maggior rischio di “condivisione e percezione di veridicità” sono le bufale sui vaccini. E’ quanto ha rilevato il progetto di ricerca ‘Impatto delle fake news in ambito sanitario’ presentato a Roma e finanziato dal ministero della Salute, condotto dal Ceis-Eehta (Economic Evaluation and Hta) della Facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata in collaborazione con la Kingston University di Londra.
“La disinformazione produce costi sociali ed economici altissimi, servono strumenti per contrastare le fake news e gli effetti distorsivi che generano. L’impatto di una notizia falsa, soprattutto in sanità, lo si paga in vite umane”, ha affermato Francesco Saverio Mennini, responsabile della ricerca e direttore Eehta del Ceis-Università Tor Vergata.
L’indagine ha coinvolto oltre 1.600 partecipanti, poi divisi in due gruppi. Uno in cui erano dichiarate le ‘fake news’ con dei ‘flag’ specifici e uno in cui le notizie false non erano indicate. In entrambi i gruppi, le bufale sono state condivise, i risultati non hanno mostrato alcuna differenza. Mediamente il 60% dei soggetti intervistati nella realtà condividerebbe la ‘fake news’ proposta, anche se solo poco più della metà “la ritiene veritiera”. Dallo studio emerge che il 92,4% delle notizie false rilevate “appartiene all’ambito dei vaccini”, il 3,3% allo “screening alla prostata”, il 2,2% “allo screening al colon-retto” ed il 2,1% allo “screening al seno”.
“L’analisi ha ottenuto l’esito più preoccupante che potessimo auspicare – osserva Mennini – conferma che una bufala appena diffusa, sta già sta producendo i suoi effetti negativi. Da quel momento è libera di diffondersi a macchia d’olio. Diventa virale, nel senso più letterario del termine, e i cittadini perdono la capacità di comprendere se è vera o falsa. Anche le persone avvertite che si trattava di fake news, vedendole riproposte iniziavano a ritenerle meritevoli di condivisione”.
“Il progetto – prosegue – ha consentito di indagare gli effetti sociali ed economici delle bufale in sanità con particolare riferimento alla prevenzione. Dai nostri test ultimati a settembre, appena un mese fa, le fake news sulle vaccinazioni sembrerebbero essere quelle con maggior rischio di condivisione e percezione di veridicità”.
Secondo Mennini, “l’aumento vertiginoso delle fake news negli ultimi anni ha generato incertezza e preoccupazione nelle famiglie contribuendo alla riduzione dell’efficacia delle strategie preventive attuate dal ministero della Salute. Tali effetti non incrementano solo i rischi di diagnosi ritardata di patologie ad alta letalità – evidenzia – ma generano anche un maggior numero di patologie croniche e acute con un aumento vertiginoso dei costi”.
Un recente studio (Altems, 2017) ha evidenziato come la mancata vaccinazione comporti un incremento dei costi sociali pari a 1 miliardo ogni anno.
“Appare evidente, alla luce dei risultati di questa ricerca, che esiste un’esigenza impellente di implementare strumenti atti a contrastare le fake news e gli effetti distorsivi che generano. L’impatto economico e sociale di una notizia falsa, soprattutto in sanità, lo si paga spesso in vite umane”, ribadisce Mennini. Il progetto, che non è ancora concluso e che sarà pubblicato integralmente nelle prossime settimane, si propone di studiare l’impatto delle notizie false sulla percezione dei cittadini. Per farlo è stato usato lo stesso tipo di test – la cui validità è stata confermata – usato per analizzare come le ‘fake news’ hanno influenzato la vittoria di Dinald Trump negli Usa.