Primo quarto di A e B: brinda l’Hellas, Chievo top ma i riflettori sono già oltre

Un 7 al Chievo, sufficienza alle altre (scarsa per il Venezia). Il ritorno del derby veneto storico Vicenza-Padova

Stavolta il turno di metà settimana spetta a Serie A e B. In entrambi i campionati si celebra la 10a giornata e quindi la scadenza del primo quarto del calendario. Pagelline di intertempo allora per Hellas, Chievo, Cittadella e Venezia.

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La copertina, anche perché noblesse oblige, spetta al Verona, unica portacolori della Serenissima nella massima serie. Il voto per la prima tranche stagionale è la sufficienza, un classico 6. Il ritorno in A per una neo-promossa non è mai facile, anche se l’Hellas è ormai vaccinato da anni al copione del su-e-giù. Quindi il giudizio dopo le prime dieci gare dev’essere quanto mai prudente: la fotografia attuale mette a fuoco una squadra da classifica medio-bassa, dal rendimento non proprio costante, sfortunata in un paio di occasioni importanti (al Bentegodi con il Milan e a Torino contro i campioni d’Italia, due sconfitte consecutive che potevano essere almeno pareggi) e, soprattutto, incompleta nell’organico vista la ormai conclamata mancanza di uomini-gol. Infatti finora non c’è stata nemmeno una rete firmata da un attaccante.

Ci sono certo anche i punti forti: prima di tutto la difesa, che è una delle migliori del girone e vanta appena 8 reti incassate. Poi un bel centrocampo che fa perno su Miguel Veloso, portoghese di 33 anni con carriera nel Genoa e nella Dinamo Kiev, che il ds Tony D’amico ha portato in riva all’Adige a parametro zero. Ci sono anche due buoni esterni, a destra Davide Faraoni (28 anni, scuola Inter, già in A con Udinese e Crotone) e, sull’altra corsia, Darko Lazovic, serbo classe ’90 e con carriera precedente divisa fra Stella Rossa e Genoa. Fra i prospetti che si stanno mettendo in evidenza il difensore centrale italo-albanese Marash Kumbulla, millennial e molto forte di testa.

Nel turno infra settimana l’Hellas è tornato a vincere in trasferta: 1-0 (match winner al 10’ Lazovic) sul campo di un Parma stressato dalla partita precedente con l’Inter e decimato da infortuni, che comunque non perdeva in casa da tre giornate.

Anche scendendo di categoria si deve restare a Verona perché vanno resi i giusti onori al Chievo, la migliore delle tre venete del campionato con l’attuale terzo posto. Voto quindi: 7. Come per l’Hellas, ma per motivi opposti, meglio andar cauti coi giudizi: parliamo infatti di una retrocessa che veniva pronosticata nelle retrovie della Cadetteria anche per problematiche societarie. Però, alla verifica della prima boa, è innegabile che la squadra allenata dal debuttante Michele Marcolini abbia fatto bene: non perde dalla prima giornata, il che significa che è in serie positiva da ben nove turni. La squadra è equilibrata e non ha lacune particolari nei reparti e sa gestire le partite a proprio favore come dicono i numeri: 4 vittorie, 5 pareggi, una sola partita persa.

Al Bentegodi, di martedì, è sceso in campo il capolista Crotone, miglior difesa del girone, ma se n’è andato con le ossa rotte perché il Chievo ha vinto in rimonta nella seconda parte della ripresa (segno di gran condizione atletica) con un rigore trasformato dal rientrante Giaccherini, un giocatore ancora di categoria superiore, e il gol-vittoria firmato da Alejandro Rodriguez.

Voto leggermente inferiore (6-7) per il Cittadella perché, dopo la promozione sfiorata, ci si aspettava un campionato al top mentre, nel primo quarto, i primi posti li ha solo avvicinati: la quota più alta è stato il 6° posto alla giornata n. 7. Rileggendo i risultati delle prime 10 partite, è evidente che ciò che è mancato finora alla squadra allenata da Roberto Venturato è la continuità. Si va avanti a cicli, brutta partenza con tre sconfitte nelle prime 4 gare, poi un mini-serie di 3 vittorie spezzata dalla incredibile sconfitta al Tombolato con il Cosenza. Nuova ripartenza con lo 0-0 a Pordenone e la non proprio esaltante vittoria (1-0) nel turno infra contro un Livorno penultimo in classifica. Da raccontare l’exploit nell’occasione del match winner Federico Proia, centrocampista di 23 anni alla terza presenza stagionale, che rimane in campo appena 9 minuti: al 71’ subentra a Branca, al 77’ si fa ammonire, al 79’ segna, esagera nell’esultanza togliendo la maglietta e così, all’80’, secondo giallo e espulsione. Un grande.

Che voto dare al Venezia? Dal 5 al 6, alla sufficienza non ci arriva nel primo scorcio. Perchè i risultati non sono convincenti, anzi spesso sono contraddittori. Fino alla sconfitta (immeritata) di domenica scorsa in casa del Crotone, la squadra allenata da Alessio Dionisi, anche lui un deb nei Cadetti, non aveva mai perso in trasferta: due vittorie e due pareggi, 8 punti. Al Penzo invece due stop consecutivi nelle prime due, poi 1-1 contro il Pisa e finalmente il primo successo contro la Salernitana, che chiude un ciclo buono di 5 giornate. A cui segue un uno-due in tre giorni piuttosto duro da metabolizzare: allo stop di Crotone segue la terza sconfitta in casa con il Pordenone, che per di più vince in rimonta (2-1). Vabbè, anche il Venezia deve scontare il peccato originale del ripescaggio in extremis, ma d’ora in avanti non può più permettersi pazzie.

L’attenzione dei calciofili veneti si sposta ora sul derby Vicenza-Padova di Serie C. C’è tutta una grande storia calcistica dietro a questo match che, comunque, ha già importanza capitale per tutte e due. Forse troppa importanza, che potrebbe consigliare di non scannarsi per i tre punti e di accontentarsi di un pareggino che rinvia al futuro la resa dei conti.