Orrore vero: i cinque casi che hanno scioccato il Veneto

Dalle paludi di Igor al campo della famiglia Stevanin: quando la realtà supera la fantasia

Leggende, fantasmi, anguane e folletti. Ma il Veneto è un teatro degli orrori, quelli veri, quelli con nomi e cognomi, indirizzi e numeri civici. Non è stato facile, infatti, selezionarne solo cinque, che proponiamo in ordine cronologico e cercando di toccare tutta la regione.

L’hotel Centrale di Alleghe (Bl)

I misteri di Alleghe riguardano una serie di cinque omicidi commessi dal 1933 al 1946 che hanno come teatro l’albergo che si trovava nella piazza centrale del paese. Il movente è quello più classico, il denaro. Il caso divenne noto grazie all’inchiesta dal giornalista Sergio Saviane da cui scaturì un’indagine investigativa condotta dai carabinieri che si concluse con l’arresto e la successiva condanna dei responsabili.

Via Terraglio, a Mestre (Ve)

Il 12 aprile 1981, Roberto Succo, 19 anni, accoltella per 32 volte la madre, che non gli permette di usare l’auto, e attende il rientro del padre per massacrare anche lui. Dirà:  “Se tornassi indietro lo rifarei, mia madre era un drago a due teste”. In fuga, ucciderà altre 5 persone in Francia, prima di essere arrestato a Santa Lucia di Piave, nell”88. Poche settimane dopo verrà trovato morto nella sua cella a Vicenza.

Via Cialdini a Monte Berico (Vi)

Nella viuzza nei pressi del santuario vicentino, il 20 luglio 1982 il duo Ludwig colpì padre Gabriele Pigato e padre Giuseppe Lovato. I due furono bersagliati a colpi di martello: padre Gabriele morì subito, mentre padre Giuseppe venne trasportato in gravissime condizioni all’Ospedale San Bortolo, dove spirò di lì a poco. Il duplice omicidio presenta ancora alcuni lati oscuri.

Via Brazzetto a Terrazzo (Vr)

Sono questi i campi in cui il serial killer veronese Gianfranco Stevanin ha sepolto almeno 4 delle sue vittime, ma gli inquirenti non hanno mai escluso che possano essercene altre. Stevanin venne casualmente arrestato nel novembre del ’94, quando una prostituta riuscì a fuggire dalla sua auto e a chiedere aiuto a una pattuglia della Polstrada. La vicenda insospettì gli investigatori che vollero approfondire la figura dell’agricoltore all’epoca 34enne. Ne emerse uno dei profili criminali più di rilievo nella casistica degli omicida seriali di donne.

Le paludi del Delta (Ro)

E’ recente la vicenda di Norbert Feher, noto anche con lo pseudonimo di Ezechiele Norberto Feher o Igor Vaclavic, meglio conosciuto come Igor il russo. Fuggito dalla Serbia nel 2006 per una condanna per violenza sessuale, arriva in Polesine, dove alterna lavori saltuari e crimini, che lo portano anche in carcere. E’ abile nel cambiare documenti e identità, quindi sfugge a condanne pesanti. Nel 2017, uccide un barista ed una guardia giurata a Budrio, nel Bolognese, e dà vita a una delle fughe più rocambolesche della storia recente. Molto probabilmente, come Rambo, ha raggiunto di nuovo il Polesine, dove ha amici e contatti. Viene arrestato in Spagna dopo qualche settimana, dopo aver ucciso due agenti intervenuti ad una sua rapina.