«Cristiani, non festeggiate Halloween, é l’anti-Natale»

Don Bruno Bevilacqua, parroco di Camposampiero: «la gente viene a prendere i sacramenti e basta, c’è un ritorno del paganesimo»

«Halloween è una festa pagana, che deride la morte. Attenzione, non ha nulla a che fare con la festa di tutti i santi e dei defunti». Don Bruno Bevilacqua, 73 anni, da 27 parroco a San Marco a Camposampiero, 12 mila anime nel Padovano, alla vigilia del 31 ottobre, rilancia un monito già espresso in passato: «Preserviamo i nostri ragazzi dal pericolo di Halloween. Senza voler condannare nessuno ma solo con l’obiettivo di mettere in guardia». Nel 2012 aveva affisso un avviso sulle porte principali della chiesa invitando all’attenzione i fedeli contro la diffusione di rosari che, curiosamente, nascondevano simboli “satanici” con riferimenti “esoterici e massonici”: in risposta furono in tantissimi a portare croci e catenella in parrocchia. «Hanno scritto che li bruciavamo, non è vero: li portavamo in ecocentro. A distanza di anni ne arrivano ancora, me le spediscono per posta o mi telefonano per capire cosa fare».

Dolcetto e scherzetto satanico

Su Halloween don Bruno è intervenuto nel bollettino parrocchiale, divulgando anche un foglio, preparato dal gruppo di canto “Alleluja di Padova”, con scritto “La verità su Halloween: il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza”. «E’ un dovere come sacerdote mettere la gente davanti alla verità su Halloween – spiega il sacerdote – ed è necessario che la chiesa intervenga su certe tematiche. Ma devono farlo anche altri. La chiesa non sono solo i preti, sono tutti i cristiani, bisogna aprire gli occhi sulle cose e non agire sconsideratamente, illuminati dalla parola di Dio e di Gesù Cristo e non dai nostri interessi. Anche le tradizioni possono cambiare ma c’è una fedeltà al Vangelo che dobbiamo tenere. Poi ognuno fa le proprie scelte. Dispiace che educatori, qualche insegnante e anche i genitori non si rendano conto della gravità per i nostri ragazzi. Lo fanno con mancanza di conoscenza, pensano che sia solo questione di giochetto e scherzetto e invece basta sentire molti esorcisti che lo dicono con chiarezza: si tratta di una invocazione, come risulta fin dall’antichità, dal buio dell’inverno, del demonio, la morte è il tema principale. Sono loro per primi a dire che ci sono elementi satanici».

Parrocchiani e paganesimo

Le reazioni dei parrocchiani al richiamo di don Bruno per lo più sono state di comprensione e ringraziamento. «Hanno capito le motivazioni, mi hanno scritto: meno male che qualcuno parla chiaro. La gente pensa che sia una mascherata come carnevale, per questo diventa grave, dietro ci sono la massoneria, l’anti-cristianesimo. Certo non significa che tutte le persone che festeggiano Halloween siano indemoniati, non esageriamo». A preoccupare don Bruno è il ritorno, secondo lui, del paganesimo: «Purtroppo Halloween è un modo per voler soppiantare le feste cristiane. Vedi il Natale, non si vuol saperne di fare il presepe, di celebrare Gesù Cristo, ma si fa una festa pagana. Così pure la Pasqua diventa la festa di primavera. Il processo che ha fatto la chiesa nei secoli scorsi di tramutare le feste pagane in cristiane adesso sta facendo il percorso contrario: si vuol ridurre tutto al paganesimo. Ricordiamo le parole del profeta Isaia: guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre e l’amaro in dolce e il dolce in amaro». E la tematica si allarga ai valori cristiani che «si stanno perdendo» dice il prete di Camposampiero, che continua: «Oggi manca l’evangelizzazione, la gente viene a ricevere i sacramenti e basta. Il battesimo lo chiedono quasi tutti, la cresima anche ma una volta ricevuta pensano che sia finito, invece è proprio da lì che si comincia ad essere cristiani».

Messa e vocazioni

Ci si allontana dai valori e diminuisce la partecipazione alla messa, soprattutto dei giovani, anche delle donne. «C’è una ostilità e una propaganda contro il cristianesimo. Tante volte se la prendono contro i preti, certo qualcuno che sbaglia c’è, ma poi alla base ci sono anche questioni politiche, di interessi. Molti criticano il Papa per le sue scelte pastorali, per la sua attenzione ai migranti. Anche questi creano danno alla chiesa. La perdita dei valori cristiani è favorita anche da scelte politiche vedi l’Europa che non vuole saperne delle sue radici cristiane. Uno Stato laico è rispettoso di tutte le religioni, nel senso che non fa una scelta religiosa e non la impone, un altro è il laicismo, scegliere l’ateismo, penso alla cattiva esperienza dei paesi comunisti e totalitari». E calano anche le vocazioni, aumentano le parrocchie affidate allo stesso sacerdote: si parla di coinvolgimento dei preti in pensione, dei laici, del matrimonio. «E’ un po’ tutto collegato, vocazioni, gente che frequenta la chiesa. Anche la natalità è in calo, un figlio oggi è più un problema che una risorsa. Ci sarebbe invece bisogno di cristiani che siano missionari, autentici, coerenti. E dobbiamo dare anche molta più responsabilità ai nostri laici. Il matrimonio? Non è con la possibilità ai preti di sposarsi che si risolvono i problemi. E’ necessario che le persone si sentano amate, che trovino una chiesa accogliente anche nella loro fragilità. Su questo Papa Francesco ci dà veramente l’esempio».

(ph Facebook Bruno Bevilacqua)