Halloween-Samhain, ovvero le radici pagane dell’Europa

Quelle cristiane in realtà non sono mai esistite. Fino agli anni Quaranta, in Veneto il 31 ottobre si celebravano culti manistici guidati da bambini

Non v’è stata alcuna Creazione, non v’è stato alcun Inizio. L’universo esiste da “un Tempo senza Tempo”, come dice anche il Dharma, e tutto ritorna, tutto si ripete. Così il Tempo ciclicamente si ripresenta, ed ecco che ancora una volta siamo nell’imminenza di Samhain, la Notte in cui le Porte si aprono, e i Mondi si ricongiungono. Samhain. Così lo chiamavano i Celti, più di duemila anni fa, e prima di loro le Culture “pagane” che hanno abitato e civilizzato l’Europa. Samhain: così si è chiamata per millenni questa Notte, prima che il Cristianesimo, con l’intolleranza che da sempre è stata la sua cifra fondante, spazzasse via la sua natura di culto agricolo e manistico, per sovrapporgli il culto dei Santi, e trasformarlo in quell’Halloween in cui pochi elementi, e difficilmente riconoscibili, sono rimasti delle antichissime Tradizioni.

Eppure, quanto antiche Esse erano, e quanto “umane”. Per millenni quella era la notte in cui si celebravano ed onoravano i Morti, ma come datori di vita, e non a caso in quelle Culture le Divinità ctonie e quelle agricole erano spesso identificate nella stessa entità. Con una logica stringente. Nella dimensione sotterranea stanno i morti, ma stanno anche le sementi e le radici, e di queste i morti sono custodi e protettori. Propiziarseli significava dunque propiziarsi il futuro raccolto, cioè la sussistenza, la sopravvivenza, la vita. Ed ecco come, ancora una volta, il cerchio si chiudeva, e dalla morte si tornava alla vita e poi ancora alla morte, in un ciclo, appunto, senza fine. Attraverso la semente, anche i morti “rinascono”, in una Natura che è rinnovamento ed al tempo stesso memoria e “ricordo”.

Sì, le radici… Ma abbiamo mai riflettuto sul termine “déraciné” (molto più pregnante dell’Italiano ‘sradicato’), col quale oggi indichiamo quegli individui e quelle culture che hanno tagliato le radici che le ancoravano al proprio passato, e vivono una non-vita nella solitudine e nell’angoscia? Così certo non erano i “primitivi” (termine altamente da onorare!), figli di una civiltà agraria che oggi è stata distrutta; così siamo noi, figli del Progresso e della Modernità, progenie a loro volta della Rivoluzione Industriale, che è forse, assieme al Cristianesimo, la peggior sciagura che si sia abbattuta sull’Umanità.

Questo dunque è stato, per millenni, Samhain (ma se oggi preferite chiamarlo Halloween non fa molta differenza…): una festa di vita, e di autentica resurrezione. E i “mostri” che popolano le nostre feste in questo periodo sono, anche se quasi più nessuno se ne rende conto, la rappresentazione apotropaica di quei Morti da cui discendiamo ma che abbiamo dimenticato. Lo è stato per millenni, ma lo è stato fino all’altro ieri, fin quasi a ieri, fino a quando Modernità e Chiesa si sono uniti in una ferale alleanza per cancellarli definitivamente; per fare solo un brevissimo cenno al Veneto, fino agli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso in moltissime zone delle nostre campagne si celebravano in quella notte e in quelle precedenti culti manistici, spesso guidati da bambini (i bambini sono “vicini” ai morti, in quanto non ancora completamente “nati” in quanto non completamente “maturi”).

Ma altri “mostri” circolano nella nostra società in occasione di Samhain-Halloween: i mostri cristiani dell’intolleranza e dell’ignoranza. E ogni anno (ciclicamente!) preti e sicofanti laici si scatenano per condannare immaginari ed inesistenti “satanismi” presenti in questa festa, e per affermare la necessità di combattere Halloween per ricristianizzare la società. Crociata doppiamente grottesca, in quanto avviene in un momento storico in cui la desacralizzazione della Chiesa e in genere delle religioni rivelate è al suo massimo.

Chi dunque si richiama alle “radici cristiane dell’Europa“, o è un ignorante o mente per la gola, perché esse non sono mai esistite. Ben altre, come abbiamo detto, sono le nostre origini, e se sono quasi completamente scomparse è solo grazie a secoli di etnocidio (e quando è occorso, anche genocidio) operato dalla Chiesa. Chi poi ironizza con disprezzo sulla paccottiglia in vendita in questi giorni, dovrebbe farsi un giro a Lourdes, alla Madonna di Pompei, a Medjugorje o in uno qualsiasi dei santuari (?!) cristiani, trasformati dai mercanti un supermercato talmente vergognoso che Cristo, se tornasse, consumerebbe la sua sferza su quelle schiene. E dunque, il 31 ottobre celebrate Samhain, con gioia e reverenza: da lì proveniamo; lì, se potessimo, dovremmo tornare. Il ciclo non s’interrompe mai.