«Halloween in Veneto è sempre esistito: non perdiamo le tradizioni»

Halloween nel corso degli anni è diventata una festa sempre più sdoganata in Italia tanto da arrivare a diventare, da pochi anni a questa parte, una celebrazione tipica entrata di diritto nel nostro calendario. Ma in pochi sanno che anche nell’antichità in Veneto si era soliti festeggiarlo, solo il nome era diverso: stiamo parlando del rito delle Lumere. Lo racconta proprio il presidente Luca Zaia parlando di «patrimonio d’identità, cultura e tradizione che non va perduto» e invitando tutti a «raccontarlo ai più piccoli».

«In questo periodo dell’anno, infatti, in Veneto le zucche sono da sempre protagoniste della tradizione culinaria e identitaria. Già nei secoli scorsi si usava intagliarle per inserirci all’interno delle candele; venivano quindi esposte nei davanzali o lungo i fossi e prendevano il nome di “SUCHE BARUCHE” o “LUMERE”. Le zucche servivano ad illuminare la strada alle anime dei cari defunti, ma anche a spaesare quelle dei morti più dispettosi. La sera, i ragazzi si divertivano ad andare in giro con queste zucche per spaventare i passanti soprattutto nei pressi dei cimiteri; poi andavano di casa in casa a chiedere frutta secca, nocciole e castagne. In ogni famiglia, inoltre, si preparava “IL PIATTO DEI MORTI” con castagne, dolci, marroni, fave, e lo si lasciava sul tavolo o sui davanzali come dono per le anime».