Ricerca, le persone con autismo hanno un cervello più simmetrico

Roma, 31 ott. (Adnkronos Salute) – Le metà sinistra e quella destra del nostro cervello si sviluppano in modo diverso, poiché ogni emisfero si “specializza” in determinate funzioni. Ad esempio, per la maggior parte delle persone l’emisfero sinistro – che controlla la mano destra – è dominante per il linguaggio. Ma questa asimmetria cerebrale a volte è alterata nelle persone con disturbi dello sviluppo o patologie come l’autismo, caratterizzato da interazione sociale compromessa, comportamento ripetitivo e interessi ristretti. Ora un team di ricercatori diretti da Clyde Francks del Max Planck Institute for Psycholinguistics a Nimega (Paesi Bassi), ha scoperto che le persone con autismo hanno il cervello più simmetrico.
Gli scienziati del consorzio internazionale Enigma ha realizzato uno studio su larga scala, basato su scansioni cerebrali raccolte in diversi Paesi nell’arco di oltre 20 anni. Si tratta di gran lunga del più grande studio mai condotto su questo argomento, usando i dati relativi a 1.774 persone con autismo e 1.809 controlli sani. Il team ha scoperto che gli emisferi cerebrali sinistro e destro sono effettivamente più simili nelle persone con autismo. In altre parole, le persone con sindrome dello spettro autistico avevano una ridotta asimmetria cerebrale.
Nel cervello sano, inoltre, lo spessore della corteccia cerebrale (il sottile strato di materia grigia che copre il cervello) differisce tra gli emisferi sinistro e destro. “Le piccolissime differenze nell’asimmetria cerebrale tra persone con autismo e soggetti di controllo indicano che i cambiamenti dell’asimmetria cerebrale non saranno utili in termini di previsione clinica – afferma Francks – Ma i risultati potrebbero essere utili per la nostra comprensione della neurobiologia del disordine dello spettro autistico”.
Poiché la maggior parte dei dati proveniva da bambini, i risultati suggeriscono inoltre che lo sviluppo alterato dell’asse sinistro-destro del cervello sia coinvolto nell’autismo, concludono gli autori.