«Ristrutturazione Bentegodi: la perizia è dell’Hellas, non del Comune»

4.327.500 euro: è questa la cifra riportata in delibera del 15 ottobre 2018 e più volte riferita anche dal sindaco Federico Sboarina quale stima per adeguare lo stadio Bentegodi di Verona alla normativa vigente. Federico Benini, capogruppo Pd in consiglio comunale di Verona, aveva chiesto il dettaglio, voce per voce, di quella cifra. «La prima cosa che salta agli occhi – attacca Benini – è che la risposta dell’assessore Rando non cita una elaborazione autonoma degli uffici comunali ma conferma che tale stima proviene da un documento dell’Hellas Verona acquisito dal Comune in data 28 febbraio 2018. Una circostanza lascia perplessi considerato che la società calcistica è coinvolta in prima linea nel project financing per abbattere il Bentegodi e costruire un nuovo stadio».

«Esiste poi – continua il consigliere comunale – la curiosa coincidenza per la quale la Nuova Arena Srl società promotrice del project controllata dal manager messicano César Octavio Esparza Portillo e dall’ex difensore dell’Helleas degli anni Ottoanta Thomad Berthold, ha la sede di via Francia 21/C, stessa via e numero civico dove ha sede anche la società dell’Hellas (Via francia 21/D), cambia solo la lettera. In definitiva l’Hellas non pare il soggetto più adatto a formulare una disanima, senza contare che il Bentegodi è del Comune e che il sindaco della città non è Setti…».

Benini sottolinea che in commissione consiliare, il dirigente comunale di settore aveva affermato, senza mai essere smentito, che per partecipare ai tornei di serie A erano sufficienti interventi all’impianto di illuminazione e ai seggiolini già deliberati dal consiglio comunale qualche mese fa stanziando una cifra pari a 350 mila euro. «Lo studio dell’Hellas fa invece riferimento all’omologazione “UEFA Categoria 3”, che è la categoria più alta in Europa prima della 4. Chi dobbiamo allora ascoltare? I dirigenti comunali o l’Hellas? E di cosa ha bisogno la città, di uno stadio per disputare le partite di campionato di serie A o di uno stadio da finale di coppa europea?».

Benini, scorrendo le voci indicate dalla stima dell’Hellas, afferma che molte «potrebbero essere oggetto di ridimensionamento o addirittura cancellazione. Come l’ampliamento dei parcheggi riservati per i vip, l’ampliamento della sala stampa, la potenza richiesta dall’impianto di illuminazione o la stessa “creazione di studi televisivi con visuale sul campo da gioco”. La stima dell’Hellas parla di voglia di grandeur, non di un adeguamento come invece vuol farci credere il sindaco, mentre noi abbiamo bisogno di uno stadio moderno e accessibile, adeguato alle aspirazioni delle società professionistiche della nostra città. Basti dire che su 16 voci di spesa indicate dall’Hellas solo una è dedicata al miglioramento dell’accessibilità della struttura e riguarda la realizzazione di bagni per disabili per un importo di soli 42.500 euro».

«Ma facciamo anche l’ipotesi inversa – conclude Benini -: a Verona serve uno stadio come vuole la società dell’Hellas. Chi l’ha detto che bisogna abbattere l’attuale e ricostruirlo da capo? Anche la ristrutturazione potrebbe essere a costo zero, basterebbe che il Comune rinunciasse per 9 anni al canone di locazione di circa 500 mila euro che ogni anno incassa (o dovrebbe incassare) dalle società sportive. Con l’ipotesi del nuovo stadio, invece, il Comune rinuncia a questo introito per 25 anni, e conduce alla morte un quartiere già oltre la soglia di vivibilità durante i giorni di partita, installandovi alberghi, ristoranti e aree commercia. Chiediamo pertanto uno studio approfondito e neutrale sulla possibilità di ristrutturare il Bentegodi e un confronto con l’ipotesi di rifacimento contenuta nel project financing di Nuova Arena Srl. Sottolineamo infine la necessità di coinvolgere anche i cittadini che abitano il quartiere che il sindaco ad oggi non ha ancora avuto io coraggio di incontrare».