Bentegodi, Tosi: «Il fragile inganno di Sboarina»

Ex sindaco ed assessore Bozza intervengono sulla questione del nuovo impianto e dell’elenco di spese comunali del Bentegodi

“Sboarina racconta la storia sui 4,5 milioni di euro per la manutenzione del Bentegodi, ma la stima è di Setti e non del Comune. Il nuovo stadio casomai si faccia altrove, ma con 30 milioni si può rimodernare l’attuale Bentegodi senza pista d’atletica. L’esempio? L’Udinese“.

Così Flavio Tosi e il consigliere comunale e già assessore allo Sport Alberto Bozza, che proseguono: “E’ stato scoperchiato il fragile inganno politico di Sboarina, che racconta la storia dei 4,5 milioni di euro di costi di manutenzione straordinaria del Bentegodi per convincere i veronesi che serve un nuovo stadio”.

“Sboarina non ha risposto al Consigliere comunale Benini sul fatto che quella stima di 4,5 milioni l’abbia fatta l’Hellas Verona di Setti e non gli uffici comunali. Sboarina nel rispondere a Benini parla d’altro e svia il problema – scrivono in una nota – E’ singolare che l’attuale sindaco, che come massimo rappresentante del Comune è padrone di casa del Bentegodi, anziché chiedere una stima agli uffici tecnici del Municipio per le manutenzioni, si affidi totalmente all’inquilino Setti, che ovviamente vuole evitare di pagare quelle manutenzioni e in più ci tiene che l’operazione nuovo stadio vada in porto”.

Tra l’altro, continua Tosi, “Sboarina nel rispondere a Benini dice che tra i lavori di manutenzione del Comune rientrano anche i bagni e le porte rotte, ma a norma di legge i costi per sanitari e porte fatiscenti o divelte per vandalismo sono a carico delle società calcistiche che utilizzano lo stadio”. Tosi e Bozza sottolineano che “noi non siamo contrari a un nuovo stadio, ma, se nuovo, va fatto in un’altra area. La soluzione migliore resta però ristrutturare e rimodernare senza pista d’atletica il Bentegodi con 30 milioni di euro, coinvolgendo i privati e le due società utilizzatrici. L’esempio è l’Udinese, che ha rifatto lo stadio sul posto spendendo 35 milioni in tutto e intervenendo per parti”. La verità, concludono Tosi e Bozza, è che “Sboarina e il messicano Esparza con la scusa dello stadio vogliono costruire dentro un mega centro commerciale e direzionale in pieno quartiere residenziale. Sboarina non difende gli interessi dei cittadini veronesi, sullo stadio come sulle piscine Lido, dove invece si inventa che non si può valutare un project di una primaria società privata, e vuole spendere 3 milioni di euro di denaro pubblico anziché farli investire ai privati”