Addio a Nino Baccini, il pioniere del fotovoltaico

Si è spento a 76 anni l’imprenditore trevigiano che aprì la strada a molte tecnologie innovative, in diversi settori

«Tanti di voi sanno cosa rappresentasse nostro marito, padre e nonno per noi e per la propria gente – scrivono  – Imprenditore laborioso e geniale. Uomo buono e generoso. Tanti di voi sanno cosa significhi lasciare andare un padre che si è amato. Ti vogliamo bene papà».

E’ l’affettuosa nota di Elisa, Paola e Andrea Baccini e della moglie Miranda Ghedin che annuncia la scomparsa di Nino Baccini, imprenditore e mecenate trevigiano, originario di Breda di Piave. Aveva 76 anni. Partito nel ’42 come operaio, fu, nei primi anni ’70, tra i pionieri delle nanotecnologie, fino all’intuizione della produzione di pannelli fotovoltaici, attività proseguita dalla figlia Elisa dopo la cessione dell’azienda alla californiana Applied Materials, multinazionale della nanotecnologia quotata in Borsa, per 225 milioni di euro.

Cordoglio anche da parte del presidente Luca Zaia: «Non solo la Marca Trevigiana ma tutto il Veneto è più povero con la scomparsa di Nino Baccini. Un protagonista dello sviluppo economico e culturale della nostra regione nell’ultimo mezzo secolo. Un grande lavoratore che ha iniziato lavorando come operaio e studiando la sera per ottenere un diploma, che ha creato un’attività ben calata nel contemporaneo occupandosi di microelettronica e ha intuito il futuro fino a divenire un pioniere europeo del fotovoltaico. Con lui, alla nostra terra viene a mancare un eccellente imprenditore ma rimane un modello a cui sempre ispirarsi. Ma il mio ricordo non soltanto per l’eccellente industriale – conclude Zaia -. Con una sua attività vitivinicola parallela, ha letto con ampio anticipo anche la potenzialità culturale e produttiva del territorio in cui si produce il Prosecco, quelle coline che oggi sono Patrimonio dell’Umanità Unesco. Così come, raggiunta l’affermazione, non si chiuse nell’agiatezza personale e contribuì largamente alla conservazione del patrimonio storico con il restauro di importanti edifici che grazie a lui sono tornati all’antico splendore e  sostenendo importanti iniziative culturali. Anche per questo sento di dovergli dire grazie a nome di tutti e di esprimere tutta la vicinanza mia e del Veneto ai familiari e a coloro che ne hanno condiviso l’esperienza umana».