Referendum legge elettorale, niente quorum in consiglio veneto

La maggioranza va sotto. Il Pd: «Clamoroso autogol». M5S: «Affossato per un voto, quello di Zaia che non si è presentato»

Il Consiglio regionale del Veneto nella sua seduta odierna non ha raggiunto la maggioranza richiesta di 26 voti a favore, fermandosi a 25 voti favorevoli, per approvare la proposta di deliberazione n. 111 ”Richiesta di referendum abrogativo” relativamente alla Legge elettorale 51/2019 per la ”conformazione del quesito referendario alla Ordinanza della Corte Suprema di Cassazione, Ufficio centrale per il Referendum del 16 ottobre 2019”.

In quella data, la Corte di Cassazione aveva invitato i promotori del referendum per l’abrogazione della legge elettorale, tra cui il Consiglio regionale del Veneto, a integrare i quesiti sottoposti al referendum, indicando il testo integrale dei testi delle disposizioni di cui si chiedeva l’abrogazione, chiedendo la precisazione del titolo del quesito modificato in “Abolizione del metodo proporzionale nell’attribuzione dei seggi in collegi plurinominali, nel sistema elettorale della Camera dei Deputati e nel Senato della Repubblica”.

La deliberazione è stata introdotta in aula dal relatore Alessandro Montagnoli (Lega Nord) e nel corso del dibattito il Pd con Orietta Salemi, Stefano Fracasso, Graziano Azzalin, aveva preannunciato il voto contrario al pari di Piero Ruzzante (Leu) che ha parlato anche a nome delle colleghe Cristina Guarda (CpV) e Patrizia Bartelle (IiC). Preannunciata l’astensione di Marino Zorzato (Ap), mentre Antonio Guadagnini (SiamoVeneto) aveva dichiarato di non partecipare al voto. Alla fine lo scrutinio ha visto 25 voti a favore, 14 contrari e 2 astenuti. Il provvedimento, che doveva essere approvato con la maggioranza assoluta del numero dei consiglieri, appunto 26, non ha raggiunto il quorum richiesto e il presidente Roberto Ciambetti ha annunciato così la mancata approvazione della proposta di deliberazione.

«Giovedì prossimo il Consiglio regionale del Veneto depositerà alla Cassazione gli esiti del voto odierno sulla proposta di deliberazione n. 111 “Richiesta di referendum abrogativo” relativamente alla legislazione per l’elezione dei Deputati e dei Senatori alla Camera e al Senato per la conformazione del quesito referendario alla Ordinanza della Corte Suprema di Cassazione, Ufficio centrale per il Referendum del 16 ottobre 2019», ha fatto sapere Ciambetti.

Salemi, vicecapogruppo del Partito Democratico,  parla di «clamoroso autogol della maggioranza, incredibile bocciatura della richiesta di referendum abrogativo promossa dalla Lega» mentre il Movimento 5 Stelle attacca Zaia: «Affossato per un voto, proprio il suo, che non solo non sa fare i conti nella sua maggioranza ma come al solito, non si presenta in Consiglio regionale. Chissà cosa gli starà dicendo il suo capo Salvini».