Verona, D’Arienzo (Pd): «Razzisti devono vedere lo stadio col binocolo»

«Anche ieri la solita minoranza minoritaria razzista, anziché starsene a casa si è recata al Bentegodi a discriminare un calciatore di colore gettando l’ennesimo fango sulla città. Per fortuna sono stati in pochi, ma questo non riduce la portata. Anzi, è probabile che sia una tecnica». Vincenzo D’Arienzo, senatore Pd, commenta così i cori contro il giocatore Maria Balotelli durante il match Verona-Brescia. «In pratica, quanto accaduto contro Balotelli era già stato notato verso Lukaku, l’attaccante dell’Inter. Infatti, a Cagliari la società non è stata multata perché per il giudice sportivo rilevò che “cori, urla e fischi” sistematicamente ricolti contro di lui c’erano effettivamente stati, ma comunque “furono coperti da fischi e urla”».

«E’ più che ragionevole ipotizzare – continua D’Arienzo – che quelle quote minoritarie di tifosi si siano adattate al nuovo regolamento individuando percorsi apparentemente leciti, se considerato l’agonismo sportivo, ma aventi la stessa radice di avversione radicale all’interessato in quanto tale. Hanno trovato il modo per evitare le sanzioni alla propria squadra, ma il risultato è il medesimo: la discriminazione. L’Hellas isoli questi signori, non fanno bene al calcio e neanche alla città. Inoltre, dopo le dichiarazioni farneticanti di Castellini, come può sopportare un capo tifoso manifestatamente razzista? Gente del genere gli stadi dovrebbero vederli col binocolo. Non mi piacciono certe giustificazioni, ad esempio sul carattere di Balotelli. E’ un ragazzo odioso? E quindi, va insultarlo per il colore della pelle? Spero che le telecamere siano riuscite a beccare quei pochi razzisti in modo che da domani siano solo un lontano e brutto ricordo. Ne guadagnerebbe il buon nome di Verona», conclude il senatore dem.