Spinea, la Lega: «Togliere i libri “gender”»

La Lega di Spinea (Ve) ha presentato una mozione dove si chiede al sindaco Martina Vesnaver di togliere dalla biblioteca comunale i libri “gender” nel reparto dedicato ai più piccoli. In particolare viene preso di mira “L’importante è che siamo amici” della scrittrice Jessica Walton. Nel libro si racconta la storia di un bimbo che ha un orsacchiotti che si chiama Thomas ma in realtà si sente Tilly. «Il testo – si legge nella mozione – propone appunto la normalizzazione del cambio di genere nei bambini in tenera età. Chiediamo al sindaco di farsi portavoce nell’Unione dei Comuni con gli altri sindaci per attivarsi nel bloccare la diffusione di questi testi».

Il consigliere di opposizione Giovanni Litt attacca su Facebook la proposta: «L’ora legale deve averci riportato in un periodo medievale e oscurantista. I “libri gender” altro non sono che volumi che, tra le righe, parlano di diversità in generale insegnando ai bambini ad essere rispettosi di tutti e a crescere senza pregiudizi verso il diverso da sè. Ma quello che preoccupa è il pensiero di poter censurare. Preoccupa l’idea che possa essere un Consiglio Comunale o un Sindaco, nel 2019, a stilare una lista di libri che possono o non possono essere letti, una richiesta oscurantista livelli da dittatura nera. Consiglio alla Lega di leggere Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, perché capiscano cosa può succedere quando si iniziano a censurare i libri e perché l’ignoranza si combatte solo attraverso la cultura. Senza girarci attorno, è un pensiero e una prassi autoritaria che ha visto luce soltanto nei periodi più bui della storia delle dittature: qualunque cittadino che creda nei principi democratici e costituzionali non può che respingere la mozione antidemocratica presentata».