Malattie rare: Cottolengo a bimbo Torino, ‘Giovannino saremo noi la tua casa’

Roma, 6 nov. (Adnkronos Salute) – La storia di Giovannino, il bimbo affetto da una malattia rara lasciato dai genitori all’Ospedale Sant’Anna di Torino, ha commosso l’Italia. E se già, come confermato all’Adnkronos Salute, una decina di famiglie da tutta Italia hanno contattato l’ospedale per accoglierlo, anche La Piccola Casa della Divina Provvidenza si è dichiarata disponibile. L”Avvenire’ pubblica infatti la lettera con cui il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice, rivolgendosi direttamente al piccolo Giovannino, apre le porte del Cottolengo al bimbo.
“Caro Giovannino – si legge – quando questa mattina abbiamo letto la tua storia, così breve ma già così importante, ci è venuto subito nel cuore il desiderio di accoglierti tra noi. Sai, don Giuseppe Cottolengo ha voluto una casa proprio per quanti fanno fatica a trovarne una perché la loro situazione di vita o di salute era particolarmente difficile. E così vogliamo continuare a fare anche noi. Sai, alcuni pensano ancora a casa nostra come un luogo dove abita gente che è bene non mostrare in giro, o che è segregata chissà in che modo. In realtà, sempre di più la Piccola Casa che, se sarà necessario, è disposta ad essere la tua casa, sta modulando risposte diverse a domande diverse. C’è chi ha bisogno di una struttura sanitaria, chi ha bisogno di una casa di cura o di assistenza perché non autosufficiente, chi di una scuola, chi di una casa famiglia, chi di una comunità di accoglienza”.
“Anche per te, caro Giovannino – continua la lettera – vorremmo pensare un’accoglienza degna del valore infinito della tua esistenza, con tutto ciò che sarà necessario e nelle modalità che richiede una situazione così particolare come la tua: insomma una casa con persone che ti vogliono bene e si prendono cura di te fino a quando sarà necessario. Se poi ci sarà una famiglia, con un papà e una mamma che vorranno essere tuoi genitori, saremo contenti di affidarti a loro. Quello che ci preme dirti ora, e che questa mattina con Madre Elda e Fratel Giuseppe abbiamo subito pensato, è che tu una casa ce l’hai: la nostra casa è la tua casa! E siamo certi che la Divina Provvidenza, in sinergia con le istituzioni che vorranno aiutarci, non mancherà di dare tutto il necessario”.