Invasione di cinghiali, Coldiretti in marcia

Manifestazione di Coldiretti a Roma per l’emergenza fauna selvatica: gli incidenti causati dall’attraversamento degli animali sono aumentati dell’81%

Migliaia gli agricoltori, allevatori e pastori giunti da tutte le regioni oggi sono scesi in piazza Montecitorio davanti al Parlamento, per una grande manifestazione contro l’invasione dei cinghiali e degli altri animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano greggi, assediano stalle, e, non ultimo, causano incidenti stradali nelle campagne e nei centri
urbani, dove razzolano tra i rifiuti con pericoli concreti anche per la salute dei cittadini. Al fianco degli agricoltori guidati dal
presidente della Coldiretti Ettore Prandini si sono schierati esponenti delle istituzioni, sindaci con i gonfaloni e ai rappresentanti dei sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, dell’ambientalismo e delle associazioni dei consumatori come Symbola, Terranostra, Federparchi, Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Centro Consumatori Italia, Apab e Legambiente che ha condiviso le preoccupazioni alla base dell’iniziativa.

Un’emergenza nazionale che sta provocando l’abbandono delle aree interne, problemi sociali, economici e ambientali con inevitabili riflessi sul paesaggio e sulle produzioni. In piazza Montecitorio è stato portato un pentolone gigante di polenta e di spezzatino di cinghiale. Nella piazza piena di gente, si vedono cartelli con le foto degli incidenti provocati sulle strade e dei danni nelle campagne ma anche con scritte “La sicurezza delle nostre famiglie è più importante di un cinghiale”, “Basta danni e paura, fate qualcosa. Adesso”, “Il cinghiale campa, il campo crepa”.

Incidenti

E la Coldiretti lancia un appello ricordando anche che in Italia ci sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali
selvatici con 13 morti nei primi nove mesi del 2019 contro gli undici registrati in tutto l’anno precedente, secondo quanto emerge da una stima di Coldiretti su dati delle Regioni e dell’Osservatorio Asaps. Il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018 secondo l’analisi Coldiretti su dati del rapporto Aci Istat. Una vera e propria emergenza nazionale che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti e che – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – porta 3 italiani su 4 (72,7%) a considerare un pericolo per la circolazione sui quasi 850 mila chilometri di strade e autostrade italiane la presenza di animali selvatici e di cinghiali, che possono arrivare a un quintale e mezzo di peso e 150 centimetri di lunghezza.

E se su arterie statali, provinciali e comunali non ci sono quasi mai reti di respingimento contro i selvatici, sulle autostrade invece -sottolinea la Coldiretti – si trovano le protezioni ma non sempre sono efficaci visto che una delle 13 vittime del 2019 è stata causata sulla A1 da un branco di cinghiali arrivato sulla carreggiata scavando un cunicolo sotto la rete divisoria fra l’asfalto e la campagna circostante. Migliaia di incidenti da nord a sud della Penisola fanno registrare danni per milioni di euro fra costi per riparazioni meccaniche e di carrozzeria alle auto e spese sanitarie per le persone rimaste ferite e contuse.

“Non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Serve agire in modo concertato tra Ministeri e Regioni, Province e Comuni ed avviare un piano straordinario senza intralci amministrativi” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, che conclude: “Bisogna rendere ancora più efficaci i piani di contenimento e allargare le maglie di intervento perché in caso contrario la questione è destinata a peggiorare”.