Un cieco, un pazzo e un cardiopatico: falsi invalidi col pallino dell’evasione

Gli uomini della guardia di finanza di Vicenza hanno incastrato tre uomini, parenti tra loro, che hanno truffato l’Inps per 4 anni

I Finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale, cautelando somme di denaro ed un bene immobile nella disponibilità di tre soggetti (J.B., di anni 66; J.R., di anni 40; J.M., di anni 69) appartenenti al medesimo nucleo familiare percettori di pensione di invalidità. In particolare, a seguito di un’accurata attività di indagine i finanzieri della Compagnia di Vicenza hanno denunciato tre soggetti di origini straniere per ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Le indagini

Gli accertamenti hanno riguardato la percezione da parte dei tre di pensioni di invalidità civile erogate dall’INPS e di altri emolumenti elargiti da altri enti pubblici, a fronte di patologie gravemente invalidanti: cecità assoluta, cardiopatia e menomazioni mentali, tali da impedire, almeno all’apparenza, lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa da parte dei tre indagati. Le attività di indagine, svolte dalle Fiamme Gialle vicentine e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, si sono sostanziate nell’effettuazione di pedinamenti, sopralluoghi, acquisizioni di informazioni e di atti presso pubblici uffici, il tutto teso a ricostruire l’effettivo stile di vita quotidianamente tenuto dai tre soggetti finiti sotto la lente di ingrandimento dei militari delle Fiamme Gialle. All’esito delle attività sono state, altresì, acquisite ed analizzate da personale medico specializzato le cartelle cliniche ed altra documentazione sanitaria riferita ai tre soggetti. Gli esiti di tali ultimi accertamenti, condotti mediante il citato supporto specialistico, hanno messo di evidenza l’incoerenza tra le patologie lamentate dai tre soggetti indagati ed il quotidiano stile di vita condotto dagli stessi, permettendo di accertare che le somme corrisposte per l’invalidità patita da ciascuno dei predetti erano da considerarsi illegittimamente percepite.

Il sequestro

Tali conclusioni hanno portato alla denuncia dei tre soggetti per l’ipotesi di cui all’art. 640 comma 2 n. 1 del Codice Penale ed hanno formato oggetto di una richiesta di applicazione di misure cautelari reali volte a bloccare, mediante sequestro, l’indebito profitto percepito a partire dal 2015. A fronte di tale proposta, l’Autorità Giudiziaria Berica, aderendo alle considerazioni espresse dagli ufficiali di polizia giudiziaria, ha emesso un decreto di sequestro preventivo che ha investito i conti correnti riconducibili agli indagati e quote di immobili di proprietà degli stessi per un ammontare pari ad oltre 90.000 euro. Al riguardo, nel corso dell’esecuzione del provvedimento di sequestro, i militari della Guardia di Finanza di Vicenza hanno rilevato, altresì, l’esistenza di un trust in cui erano confluiti una serie di fabbricati di proprietà di uno degli indagati proprio al fine di sottrarlo al patrimonio sequestrabile. Tale istituto, infatti, tipico dell’ordinamento anglosassone, consiste nell’alienazione della mera proprietà dei beni riconducibili ad un soggetto in favore di un ente giuridico appositamente costituito, garantendone, tuttavia, la piena fruibilità da parte del cedente.
Nel caso di specie, gli approfondimenti condotti dai militari operanti hanno permesso di evidenziare come la costituzione del citato trust, istituito con atto notarile a maggio scorso, fosse stata artatamente pianificata al mero fine di impedire l’esproprio dei citati immobili da parte dell’Autorità Giudiziaria, simulandone l’alienazione. L’operazione delle Fiamme Gialle è stata, pertanto, caratterizzata dalla confluenza delle tipiche tecniche di indagine di polizia giudiziaria e di un rinnovato approccio di polizia economico-finanziaria, la cui metodologia investigativa si basa sull’analisi e lo svisceramento dei contesti criminali più complessi, caratterizzati anche dall’utilizzo distorto di istituti giuridici articolati ed apparentemente leciti.

L’attività di repressione delle frodi alla spesa previdenziale si innesta nelle più ampie linee di azione strategiche del Corpo rivolte al contrasto degli illeciti nel settore della spesa pubblica. In tale ambito, la Guardia di Finanza costituisce un presidio di legalità fondamentale, costantemente impegnato in attività di vigilanza, atte a garantire che le risorse pubbliche siano effettivamente destinate al sostegno delle fasce più bisognose della collettività.