Vvox, cinque anni di giornalismo corsaro

Scuseranno i lettori se parliamo un po’ di noi: bilancio di un lustro vissuto cercando di informare liberi dai pregiudizi. Si festeggia con un completo restyling del sito

Cinque anni da vascello corsaro nei mari anche troppo calmi dell’informazione veneta. Questa è stata Vvox, che fin dal nome, nella prima lettera, ha avuto ed ha la missione di raccontare il Veneto con una voce differente. Ma differente sul serio, non tanto per dire. Perdonerà il lettore se sembriamo pagar dazio alla retorica degli anniversari, ma tagliare il traguardo del quinto anno non è affatto scontato, considerando lo stato tendenzialmente pietoso dei media.

Specialmente se indipendenti. E noi, partiti da zero un lustro fa quando un coraggioso editore diede fiducia a un progetto di quotidiano esclusivamente web di raggio regionale, possiamo avere l’orgoglio di affermare che, con i mezzi disponibili, la nostra promessa fondamentale l’abbiamo mantenuta: la libertà di informare, ma di fare anche quel che pochi altri fanno, cioé riflettere e interpretare i fatti senza una linea preconcetta, mortificante per l’intelligenza di chi scrive e di chi legge. Naturalmente abbiamo commesso errori, incontrato difficoltà, sbattuto contro problemi, che tuttavia ci hanno reso la pelle più coriacea ed elastica. E infatti siamo qui.

I lettori ci hanno premiato, sia in termini numerici che di fidelizzazione. Abbiamo evitato lo snobismo della nicchia che disdegna le notizie più “social”, perchè la realtà oggi, piaccia o no (e sia chiaro, a noi il più delle volte non piace), è anche la rappresentazione che se ne fa su internet. Un mezzo, il web, sul quale non vogliamo aggiungere inchiostro ai fiumi già copiosamente scritti sulle sue potenzialità e i suoi limiti. Solo un’osservazione: anche on line si può trovare buon giornalismo, non ci sono solo fake news, hate speech e molte altre malattie dell’informazione, a volte ingigantite ad arte per chiudere spazi eterodossi, più che per difendere l’opinione pubblica dalla manipolazione. Noi ci proviamo, e in Veneto è più dura che in altre parti d’Italia: perché qui l’abitudine mentale, radicata nella mentalità comune, induce troppi a lamentarsi ma non a protestare, a mugugnare ma non a esporsi, a pensare tutto e il suo contrario ma non a esprimere quel che si pensa. E questo significa pigrizia, istupidimento, quieto (mal) vivere.

Prendiamo, fra le battaglie intraprese in questi anni (un giornale deve farle, altrimenti a che serve?), l’apocalissi del sistema bancario di una regione dove le assemblee soci erano gestite come nella Bulgaria comunista. In quelle giornate di idolatria dei supremi vertici, con relativa grancassa propagandistica sulla stampa, c’era il Veneto peggiore: quello, per citare Giuseppe Prezzolini, dei fessi e dei furbi. Com’è andata a finire lo sappiamo: i fessi hanno perso tutti i risparmi, gli schei che fra i veneti hanno un valore sacro, e i furbi finora non hanno pagato pressocché nulla, e per giunta si permettono pure di sbeffeggiare le vittime del più tremendo tracollo finanziario della storia di questa terra. Possiamo dire, anche qui con un pizzico di fierezza, di aver fatto semplicemente il nostro dovere: dar conto, approfondire, criticare, e prendere giustamente le parti delle centinaia di migliaia di truffati.

Ci hanno rivolto più volte la domanda classica: che linea politica avete? Nessuna. Già, proprio così. La nostra linea è stata di non averne: ci siamo risparmiati gli imbarazzi e le figure magre di chi deve per forza schierarsi, chiudere uno e poi tutti e due gli occhi, o più brutalmente censurare la notizia o il punto di vista non collimante con lo schema a priori. Certo, la libertà costa. Ma costa molto di più tentare di buggerare i lettori, che non se la bevono più. In Veneto c’è anche un’umanità migliore di quella che si dipinge, e in interviste, ritratti e interventi ne abbiamo dato conto, privilegiando originalità e singolarità su prevedibilità e scontatezza.

Dite che ci stiamo dicendo bravi da soli? No: abbiamo fatto il meglio che abbiamo potuto, e questo è già tanto. E lo festeggiamo con un restyling completo del sito, che è solo l’inizio di un futuro tutto, letteralmente, da scrivere. Se anche il Veneto che può dare di più a se stesso volesse farlo, la situazione sarebbe migliore. Per la qualità dell’informazione, che significa mettere in dubbio, far pensare, spiazzare. E’ stato il nostro “perchè” di corsari: Ecco, ecco il perché che Harlock non riusciva a trovare. La spiegazione dei fatti più complicati la si trova a volte nelle spiegazioni più semplici, come nella nostra storia.