Verona vende A4, Tosi e Bertucco all’assalto

Dopo la notizia che il Comune di Verona intende cedere le proprie quote in A4 Holding Spa, arrivano le critiche dell’ex sindaco Flavio Tosi: «Sboarina decide di uscire da una società che il Comune di Verona, e dunque la comunità veronese, ha contribuito a far nascere e che per decenni ha garantito sviluppo, benessere e centinaia di posti di lavoro al territorio. Anche oggi la società A4 rappresenta una delle migliori realtà imprenditoriali della città e questo lo conferma pure l’assessore Polato dicendo che è molto redditizia, con dividendi altissimi realizzati negli ultimi anni. Quindi mi chiedo come può un buon padre di famiglia, in questo caso il Comune, vendere un investimento così remunerativo. Il fatto è che depauperiamo il patrimonio del Comune e quindi dei veronesi. Sboarina & C. si faranno belli con la promessa di destinare gli introiti della cessione a qualche opera pubblica, ma negli anni a venire la perdita di una rendita sicura come i dividendi di A4 sarà molto più pesante di qualsiasi investimento legato ai ricavi della cessione».

Una scelta che viene definita da Tosi «sciocca anche dal punto di vista strategico. Eravamo infatti l’ultimo socio pubblico rimasto in A4 con una quota significativa, dunque l’unico interlocutore territoriale ascoltato in A4. Grazie a questo rapporto l’autostrada ha realizzato a sue spese per il Comune tutta la tangenziale Sud e ha comprato dallo stesso Comune la tangenziale Est, e garantisce sempre a sue spese la loro manutenzione. Senza quote societarie, in futuro non avremo più il peso per chiedere ad A4 altre opere infrastrutturali così importanti a suo carico. In ballo ci sono anche i 53 milioni di A4 destinati a bilancio al Traforo delle Torricelle che si rischiano di perdere. Prima Sboarina ha deciso di far morire la procedura per la realizzazione del Traforo, ritardando di anni la riscossione dei 53 milioni che A4 dava al Comune a fondo perduto. Ora Sboarina esce pure da A4. Speriamo di non dover pagare caramente due scelte così sbagliate e illogiche. Auguriamoci che una volta sparito il Comune da A4, non sparisca anche il contributo».

Critiche anche dal consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, Michele Bertucco: «La dismissione, giusta e sacrosanta, della partecipazione comunale in A4 rischia di trasformarsi nell’ennesimo spreco di risorse pubbliche se non viene accompagnata da un piano di razionalizzazione complessivo delle partecipazioni comunali e soprattutto se non si dichiara un obiettivo concreto e condiviso sul quale reinvestire i proventi delle dismissioni e risparmi delle razionalizzazioni. In tempi non sospetti sono stato tra i primi a sostenere l’opportunità di liberarsi di questa partecipazione. Come più volte certificato anche dagli uffici, all’interno dell’A4, ormai completamente privatizzata, il Comune non poteva più svolgere alcun ruolo utile alla comunità. Ma nel momento in cui l’assessore alle Partecipate afferma genericamente che i 25 milioni di euro verranno spesi “per il territorio” è lecito sospettare che finiranno in realtà nel calderone del bilancio comunale. Il tutto mentre nelle altre 105 partecipate (solo Roma Capitale fa peggio di Verona in Italia) continuano ad imperversare doppioni, sprechi ed inefficienze, con consigli di amministrazione interamente lottizzati politicamente e direttori generali non sempre all’altezza della situazione. Entro la fine dell’anno l’amministrazione è tenuta ad aggiornare il suo piano di razionalizzazione ma la discussione non è nemmeno iniziata. Per questa ragione ho chiesto di convocare al più presto la competente commissione consiliare. Mentre la città avrebbe bisogno di ingenti investimenti in settori specifici, ad esempio la mobilità, queste sono le premesse per l’ennesimo gigantesco sperpero di denaro pubblico».