Minali: «Mai voluto trasformare Cattolica in spa»

L’ex amministratore delegato di Cattolica Alberto Minali (in foto) in un’ intervista di oggi al Sole24Ore, ha fornito la sua versione sulle recenti vicende che hanno portato la sua fuoriuscita dal gruppo assicurativo veronese e le polemiche interne sul possibile passaggio da un modello cooperativo a una società per azioni. Minali spiega che aveva «il sogno olivettiano di immaginare una terza via tra cooperativa e Spa che consentisse di dare maggiori benefici a tutti gli stakeholders».

«Abbiamo condiviso e approvato all’unanimità il passaggio a un sistema di governance monistico, con l’attribuzione dei poteri dell’ex collegio sindacale al cda e l’eliminazione del comitato esecutivo che doveva trasferire, come conseguenza, alcune deleghe operative all’amministratore delegato – afferma ancora Minali -. Ma questo tema, che pure era stato deliberato dal cda di aprile scorso, poi non è mai stato affrontato né dal presidente né dal board.

«Esistono numerose mie dichiarazioni verbalizzate in cda da cui risulta la mia posizione che non è mai stata a favore della Spa. Non ho mai lavorato per sovvertire la cooperativa. Anzi, ho lavorato per renderla più efficace, più moderna e aperta a tutti i soci. Né da Buffett (titolare della Berkshire Hathaway che nel 2017 ha rilevato un pacchetto di azioni di Cattolica, n.d.r.) né dai fondi internazionali che si sono mossi in scia a lui è mai arrivata alcuna richiesta o segnale di andare verso la Spa».