Guadagnini: «I veri Veneti? Brave persone. Non come Zonin»

Il consigliere regionale del Partito dei Veneti: «Valori cristiani come lavoro e famiglia nel nostro dna, ben accetti gli immigrati che li rispettano». La Lega? «Non fa più i nostri interessi»

Ha scritto una lettera aperta dopo il caso Balotelli e i “buu” allo stadio Bentegodi di Verona, chiamando in causa l’identità veneta riassumibile secondo lui nel detto «a xe na brava persona». Antonio Guadagnini, consigliere regionale di “Siamo Veneto” e tra i fondatori del nuovo “Partito dei Veneti”, ha scritto che «siamo in molti che ci chiediamo ancora cosa vorrebbe dire sentirsi italiani. Per molti di noi vale il motto Veneto è chi Veneto fa, rispettando il nostro modo di essere e il nostro modo di convivere».

Cosa intende, esattamente, per brava persona?
Uno che rispetta le regole e gli altri, che fa in modo che la convivenza sia civile indipendentemente dal colore della pelle o dalla provenienza.

Non è una definizione diciamo un po’ vaga, a rischio di ipocrisia, in Veneto?
No, ritengo di non dover guardare l’ascendenza genetica ma i comportamenti concreti, ovvero la mia libertà finisce dove comincia la tua. Uno che ruba, che rompe, che spacca, che invade gli spazi altrui non è una brava persona perché crea problemi.

Quindi la discriminante per essere veneti è il comportamento civile?
Si, come diceva sempre mio nonno. E’ nell’indole veneta, di chi è arrivato qui prima o dopo e si è stabilizzato. Perché siamo in un crocevia da millenni, dove partono e si fermano da Est, Ovest e da Nord, questa è stata la grande fortuna di Venezia, al di là della brava gente. Quindi una brava persona ha i valori della famiglia, del lavoro.

Ma valori come questi non sono solo veneti…
Il Veneto è in un contesto europeo di valori cristiani: la persona, la comunità. Abbiamo tratti comuni al mondo occidentale che derivano dalla cultura millenaria plasmata dal cristianesimo. Una brava persona ha un lavoro onesto, mantiene la famiglia, sta con i figli. Noi siamo orgogliosi di essere veneti, ma come ho detto vale per i siciliani, i pugliesi, i campani, i liguri.

Un esempio attuale di brava persona?
In Veneto? Nell’ambito dello sport Roberto Baggio, che ha conservato il suo equilibrio pur essendo un personaggio. Fuori dallo sport tantissimi sindaci. Oggi sono stato con l’ex sindaco di Grisignano Renzo Lotto, brava persona, ha famiglia, tre figli, si è dedicato anima e corpo alla città rimettendoci nella sua attività professionale, i cittadini gli vogliono bene. Oppure Eleutherios Prezalis, già sindaco di Camisano, pediatra, altra persona che ha fatto il bene della comunità.

E nella storia?
Guardo sempre al comportamento, al rispetto agli altri, al lavoro, alla famiglia.

Suggerisco: l’ex primo ministro britannico Winston Churchill?
Assolutamente, è un mio riferimento, un genio che ha salvato l’Europa dal nazismo.

Però è un nome suggerito: un altro?
Alcide De Gasperi, per l’impegno, la grande visione politica.

Che però era trentino. Balotelli, per come si comporta, è una brava persona?
Non sono un grande amante del calcio, diciamo che dovrebbe applicarsi di più, è un po’ troppo estroverso, con questo però non bisogna accanirsi contro di lui.

E il venetissimo Zonin?
No, questa non è una brava persona, ne sono certissimo.

Ha visto le sue scuse in una recente intervista?
Ho approfondito la faccenda: lui ha gestito la banca da padrone assoluto. Adesso che cerchi di farsi scagionare dicendo “non mi ricordo non lo sapevo” è scandaloso. Anche perchè è nato tutto dal tentativo di salvare la banca che lui, insieme a chi lo ha aiutato, hanno messo in condizioni pietose. Ma che scuse sono queste? Ci sono stati comportamenti totalmente sbagliati, a partire dalle azioni finanziate, dai rapporti che aveva in Banca d’Italia e che ha coltivato, dalle persone di Banca d’Italia che ha assunto per avere quella benevolenza che poi c’è stata. Come il meccanismo di foraggiare tutti per tenerli buoni. Lui è il contrario di quello che si dovrebbe fare.

La Curva di Verona?
Non ero testimone oculare dei “buu” ma ho sentito quel Castellini capo ultrà dire che Balotelli non sarà mai completamente italiano. E’ una idiozia di dimensioni galattiche. Da quante generazioni uno dovrebbe essere italiano per esserlo davvero?

I “terroni” che una volta venivano malvisti in Veneto, non erano brave persone all’inizio ma poi lo sono diventate?
Io ne conosco di straordinarie e sono state le prime a scrivermi dopo la lettera dicendo che la pensano esattamente come me. Io non farò mai questioni di provenienza geografica, che sia Italia o fuori. Ci sono veneti che non sono brave persone, per fortuna pochi a mio avviso, e persone fuori dal Veneto che sono straordinarie. Queste sono tutte stupidaggini, loro ci chiamano polentoni, noi terroni. E’ qualcuno che ha creato il nemico per raccogliere consensi sul territorio.

Nella Lega, chi non xe na brava persona?
Intanto diciamo che è legittimo cambiare idea e non voglio dare giudizi sui leghisti, ma rilevo che hanno subito una trasformazione ideologica pesante in pochissimo tempo che secondo me sta creando problemi grossi al loro interno. Aver perso il Nord? Il Veneto direi. Noi siamo diversi anche dai lombardi, dai liguri… non migliori, diversi.

In cosa?
Abbiamo una storia diversa, abbiamo avuto mille anni di istituzioni politiche con caratteristiche diverse, è solo questione di storia. Non faccio nomi comunque in Lega, è gente che ci crede, che lavora onestamente. Zaia per esempio…

Ecco Zaia appunto, come lo definisce?
Una brava persona ma avrebbe in mano la possibilità di risolvere i problemi politici ed economici del Veneto con un po’ di coraggio uscendo dalla Lega e creando quello che stiamo facendo noi, se lo facesse lui risparmieremmo un sacco di tempo.

Si riferisce al Partito dei Veneti?
Sì, visto come ci hanno trattato e lo hanno trattato a Roma sulla faccenda autonomia e visto che non è stato tutelato dal suo partito, a cui non interessa portare avanti l’autonomia. Oggi la Lega non è più nelle condizioni di fare i nostri interessi, a questo punto dovrebbe creare Zaia un’alternativa.

Per gli immigrati il criterio qual è: che rispettino le leggi e stop? O i musulmani per esempio devono poter avere le loro moschee?
Il criterio è inserirsi in un contesto sociale e culturale veneto, persone che si mantengono, che vivono rispettando le regole. E sì alle moschee, se uno vuole professare la propria religione deve essere messo nelle condizioni di farlo.

Perchè secondo lei l’autonomia ha cosi grande consenso fra i Veneti, ma non l’indipendentismo?
Da quando siamo entrati nel Regno d’Italia istanze autonomistiche e anche indipendentistiche ci sono sempre state, ce l’abbiamo nel sangue. In questo momento l’autonomia è importante perché non abbiamo le risorse minime, vedi il bilancio regionale in fase di approvazione, per dare ai cittadini i servizi dei quali hanno diritto, a partire da quello sanitario. Su autonomia e indipendentismo vorrei fare un bel referendum per vedere cosa dicono i veneti, c’è molta retorica nazionale su questo che tende a spaventare.

Ma lei sceglie l’indipendentismo?
Io sono per l’autogoverno, il modo migliore per avere il totale controllo su tasse e competenze, significa che una comunità può decidere come amministrarsi, secondo il proprio modo di essere, le proprie regole. Le cose imposte dall’alto funzionano sempre male. Scelgo quindi l’indipendentismo però è necessario un processo per arrivarci, intanto l’autonomia sarebbe un passo.

E’ favorevole allo ius culturae?
Il criterio dello ius sanguinis non sta in piedi, deve essere totalmente superato, è legato all’idea dello stato nazionale come si è formato nell’Ottocento, al principio della sovranità, del controllo esclusivo sul territorio ed è destinato a crollare. Però lo ius culturae non è chiaro, cosa vuol dire esattamente? Il principio è l’integrazione, e torniamo all’inizio, rispettare le regole, conoscere la lingua, avere un lavoro. Vedi gli Stati Uniti, non basta esser nato lì, e in America funziona.