Foto choc contro la Segre, veneto denunciato

Bufera mediatica con conseguenze giudiziarie per un 78enne del Trevigiano, M.S.

Ha commentato un articolo su Liliana Segre scrivendo “Ma non potrebbero stare a casetta” e allegando l’immagine di un camino. E l’ha fatto sulla frequentatissima bacheca Facebook di Fanpage.

E’ scoppiata la bufera sul post di un 78enne del Trevigiano, M.S., che dovrà ora rispondere davanti al giudice per il reato di propaganda di idee fondate sulla superiorità razziale e sull’odio etnico, previsto dalla legge Reale-Mancino. A denunciarlo alla Procura di Venezia, è stata l’avvocato Cathy La Torre, fondatrice della campagna Odiare ti costa.

«Faremo tutto quanto in nostro potere perché la Giustizia italiana non lasci correre questo orrore. E si dimostri implacabile, giusta, dalla parte delle vittime e dello Stato – spiega la legale – E nel frattempo vorrei chiedere a questo signore “perché farlo?“.  Perché “invitare” una donna ebrea di 90 anni a “tornare a casa” allegando la foto di un camino; ricordare a un’ex bambina che a 13 anni, innocente come lo è stato lui per quel camino non ci è passata, come altre milioni di persone, solo per caso e perché ha saputo resistere e sopravvivere alla fame, al freddo, alle umiliazioni, allo sfruttamento più estremo? – che prosegue – Perché un uomo della sua età, nato proprio durante gli anni della guerra, negli anni in cui l’Italia pativa gli orrori della guerra, del Fascismo e del razzismo, negli anni in cui bambini come lui, venivano gettati nei forni, ammazzati, sterminati, usati come cavie sol perché giudicati di una razza inferiore; perché, un uomo della tua età, augura a una donna sopravvissuta allo sterminio di “tornare a casa”, con la foto di un camino».

«Glielo dico lo perché: perché ebrea – conclude La Torre – Perché la tua condizione umana, che non giudico, ti porta a giudicare un altro essere umano per la sua “razza”.  Ma quello che ha fatto non è stato esprimere un pensiero: ma commettere un reato, gravissimo. Punito dalla Legge Reale – Mancino. Per quel reato sono previste pene gravi, soprattutto se l’odio razzista è veicolato in luoghi accessibili a molti. E Fanpage, di utenti, ne ha 8,2 milioni – e conclude – Vorrei dire a questo signore, soprattutto che, da oggi, odiare gli costa».

(Ph Imagoeconomica)