Lo “strano” assist del Teatro Stabile e Busitalia sul park Prandina

Il dilemma parcheggio sì-parcheggio no nell’ex caserma a Padova è diventato un teatro. Anzi un teatrino

Circa un anno fa il sindaco di centrosinistra di Padova Sergio Giordani con l’intera giunta era orgoglioso di aver chiuso la partita che prevedeva lo scambio tra il complesso residenziale Serenissima, volgarmente detto “Bronx di Via Anelli” dove nascerà la nuova questura, e l’ex Caserma Prandina, una vasta area dismessa da anni, strategica perché a ridosso delle mura cittadine e a due passi dal centro.

Fu detto un grande regalo, senza però comunicare cosa e come l’amministrazione volesse utilizzare quell’area: si prese del tempo perché il tutto doveva avvenire tramite la partecipazione di tutte le componenti sociali. Proprio questa incertezza ha causato una babele di opinioni con annessa polemica pressoché quotidiana tra chi è pro o contro a farne un parcheggio.

L’incertezza non è tanto delle categorie e dei padovani, gran parte dei quali è a favore della soluzione park, ma all’interno della maggioranza di Palazzo Moroni. Da un lato Coalizione Civica, l’ala sinistra, che spinge per avere uno spazio non per auto ma a verde e a disposizione delle associazioni, dall’altro la parte moderata che spinge per un parcheggio utile non solo ai cittadini, ma anche alle attività economiche, a cui brillano gli occhi al pensiero di posti auto in più. Nel mezzo il Partito Democratico, che salomonico dice “c’è spazio per tutto e tutti”. E sulla graticola il sindaco Giordani ed il suo vice Arturo Lorenzoni, i quali, dovendo anche rispondere alle proprie compagini, sul tema come non mai sono divisi ed indecisi sul da farsi.

Da segnalare l’ammirevole tentativo proprio di Lorenzoni che sta cercando in ogni modo qualsiasi alternativa pur di non vedere lì auto parcheggiate, al punto da escogitare un altro parcheggio in un’area vicino alla stazione, dimenticata da Dio e dagli uomini, dove si ha paura di passeggiare in pieno giorno. Nessuno vuole prendersi responsabilità di dire chiaramente cosa si ha intenzione di fare, ma il tempo, in questo caso, non è galantuomo e sta trasformando lo spettacolo in una farsa.

E proprio dal Teatro Comunale Verdi, ovvero la Teatro Stabile del Veneto guidato da Giampiero Beltotto, arriva una presa di posizione netta, che mette in crisi la coerenza di tutta l’area lorenzoniana, contraria al parcheggio. In occasione degli spettacoli è previsto infatti che Busitalia metta a disposizione gratuitamente per gli spettatori una navetta con base di partenza il Park Prandina, un modo come dire: parcheggiate pure lì che è comodo. Una mossa che non è piaciuta al gruppo di aambientalisti e architetti “Amici della Prandina”, che hanno scritto a Matteo Mascia coordinatore del forum di partecipazione “Agenda 21”.

Un bel paradosso, la mossa, se si pensa che il presidente di Bus Italia, Andrea Ragona, oltre ad essere stato presidente di Legambiente (che ha organizzato sit-in contro l’ipotesi park) è anche riferimento di Coalizione Civica, che, fatalità, sempre attenta ad enfatizzare le proprie “conquiste” questa volta non ha pubblicizzato il servizio. Chissà come l’ha presa Lorenzoni, che è anche assessore delegato alla mobilità. Non solo perché è solito quando c’è da instradare una nuova linea è pronto a fare i conti di quanto costa al chilometro e cassare o criticare perché è anti-economico, ma soprattutto perché la navetta non viene fatta partire proprio dal park che ha in mente in zona stazione.

Si spera che, nel breve, il sindaco prenda coraggio e decida in maniera chiara e perentoria cosa farne di quel regalo chiamato ex Caserma Prandina. Finora, altro che teatro: c’è stato un gran teatrino.

(Ph. Facebook – Sergio Giordani)