Benetton: «Stage? I giovani di oggi non capiscono l’importanza»

L’imprenditore, in uno dei suoi appuntamenti #UnCaffèConAlessandro, ha parlato della sua esperienza: «Quella volta in Goldman Sachs, quando lavoravo fino alle 3, portavo i caffè e facevo fotocopie…»

Alessandro Benetton sulla sua pagina Facebook ha iniziato da qualche tempo a pubblicare delle video-pillole chiamate #UnCaffèConAlessandro dove affronta diverse tematiche, dal lavoro alla politica, dando il suo punto di vista.

In una delle ultime puntate, Benetton commenta una vicenda che ha fatto molto discutere nei mesi scorsi ovvero se sia giusto abbassare l’età di voto a 16 anni. «Molti si dicono dubbiosi ma diversi studi dimostrano che i più soggetti alle fake news, che influenzano in maniera importante il voto dei cittadini, sono gli over. Quindi, se è vero che uno a 16 anni è troppo giovane, allora è anche vero che a 65 uno è troppo vecchio per votare? La risposta non è nessuna delle due. Non è importante l’età ma essere preparati. Gli elementi da considerare sono due: l’istruzione, di cui si dovrebbe occupare lo Stato, e l’informazione».

Nel video più recente, invece, Benetton affronta l’argomento lavoro. «I ragazzi di oggi sanno quanto importante è uno stage? Aiuta a chiarirsi le idee. La chiave è agire al negativo cominciando a capire ciò che assolutamente non si vuole fare. Uno stage non è mai una perdita di tempo. Mi ricordo ancora la mia esperienza in Goldman Sachs nel 1987: ho lavorato tanto, fino alle 3 del mattino, preparato caffè per i superiori, fatto fotocopie».