«BpVi e VB potevano essere salvate: situazione da tragica a comica»

«La vicenda delle popolari venete sta passando da tragica a comica. Dal processo di Vicenza sta emergendo che in Banca Popolare di Vicenza comandavano tutti tranne Zonin. Dal processo di Treviso è emerso che a lavorare ci andava solo Consoli». Antonio Guadagnini, presidente del gruppo consiliare Siamo Veneto interviene nell’evoluzione delle vicenda processuali sul crack delle banche popolari venete.

«In buona sostanza, la Procura di Treviso, smentendo su tutta la linea le tesi della Procura di Roma ci sta facendo capire che quella inchiesta non doveva neanche essere istruita. I capi di imputazione rimasti in piedi non giustificano assolutamente il fallimento della banca. Ma Veneto Banca è fallita. E perché allora è fallita? Per un concorso di colpe gigantesco: 1 – lo Stato italiano non ha ricapitalizzato le banche quando tutti gli altri stati del mondo lo hanno fatto. I vari governi e anche Bankitalia dicevano che le banche italiane erano solide 2 – i politici italiani hanno votato provvedimenti punitivi per le banche italiane in Parlamento Europeo, probabilmente senza rendersi conto di quello che stavano votando mi riferisco in particolare al BRRD 3 – la BCE dopo l’AQR del 2014 ha imposto dei criteri contabili a Veneto Banca contro le norme contabili italiane che hanno portato rettifiche per più di un miliardo di euro. 4 – nel 2015 è entrato in vigore lo SREP che ha portato ad altre rettifiche per un altro miliardo e mezzo. Tutto questo senza che la politica italiana e Bankitalia facessero un ba… salvo lamentarsi dopo. 5 – Bankitalia è intervenuta pesantemente nel condizionare il (voluto) processo di fusione tra Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza 6 – Bankitalia ha sbagliato le valutazioni sulla solidità di Banca Popolare di Vicenza (ad esempio non ha visto le baciate) come sta dimostrando il processo in corso a Vicenza, creando distorsioni nei rapporti con Veneto Banca a proposito della volontà di fonderle 7 – come detto, tutta l’indagine della procura di Roma è stata totalmente ribaltata dalla procura di Treviso. I danni reputazionali che questa indagine ha provocato sono giganteschi. Basti pensare solo alla clamorosa perquisizione della guardia di finanza fatta in Veneto Banca 8 – la AQR del 2014 ha dimostrato che Veneto Banca non era messa male come aveva detto Bakitalia. Anche questi errori hanno danneggiato enormemente Veneto Banca. 9 – il Decreto di trasformazione Renzi ha creato panico e ha fatto danni enormi. Per esempio, ha interrotto una trattativa di fusione tra Popolare di Verona e Veneto Banca che sarebbe stata ottima. Del resto, le popolari venete sono state indotte a correre verso il recepimento di quel decreto, la Popolare di Bari si è presa il giusto tempo, ha fatto ricorso, ed è ancora una banca popolare, viva…».

«Potrei continuare con tutti gli errori fatti da Atlante a cominciare da quelli che hanno portato alle dimissioni di Anselmi, il quale si era detto contrario a correre verso la fusione delle due popolari – incalza Guadagnini -. Senza tutti questi errori Veneto Banca sarebbe ancora viva e vegeta e produrrebbe utili che piuttosto di andare nelle casse di Banca Intesa andrebbero nelle tasche degli ex azionisti Da sottolineare anche il diverso trattamento che lo Stato italiano ha riservato alle popolari in Italia. Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono state consegnate a banca Intesa, per la Popolare di Bari è arrivato un prezioso provvedimento dal governo giallo verde, nel luglio scorso, che consente di trasformare in credito di imposta la futura deducibilità delle perdite pregresse. Un modo di trasformare una posta aleatoria ai fini del patrimonio di vigilanza in credito verso lo stato cioè in denaro contante. Avessero fatto lo stesso con le venete sarebbero ancora in bonis. In tutto ciò, ha un enorme responsabilità anche la politica Veneta che, a differenza di quella pugliese, ad esempio, non ha mosso un dito per opporsi a questo evitabilissimo destino riservato alle popolari venete».