Hellas ci spera per un’ora. Poi Inter spegne il sogno

Il Citta 3° in B, stop alla serie positiva del Chievo dopo 10 partite. Contro-sorpasso del Vicenza in testa alla C

In 28 partite giocate a San Siro l’Hellas non ha mai battuto l’Inter. E non c’è riuscito neanche alla 29sima, ma nell’anticipo di sabato scorso ci ha sperato per più di un’ora. I gialloblu vanno in vantaggio al 19’ del primo tempo grazie ad un rigore messo a segno da Verre e poi difendono il risultato a ranghi compatti fino al minuto 65’ quando il mediano-goleador Vecino, rispolverato da Antonio Conte per ovviare all’infortunio di Sensi e all’improponibilità di Gagliardini, pareggia con un’incornata da centravanti. Diciotto minuti dopo un altro mediano, san Nicolò Barella da Cagliari, dà i tre punti ai nerazzurri con un diagonale calciato a rotazione dal limite dell’area, che inquadra il sette opposto. Eurogol e ciao Hellas.

Ivan Juric, che non può utilizzare né il regista Veloso né lo stopper Kumbulla, ed è consapevole del gap qualitativo rispetto all’Inter, con sano realismo manda in campo un undici a vocazione super difensiva, con tanto di falso nueve (Verre in realtà fa la badante a tutto campo di Brozo) e come unica punta il diciottenne Eddy Anthony Salcedo, in prestito proprio dall’Inter. Dopo l’1-0 il catenaccione predisposto dall’allenatore croato funziona per trequarti di partita ma l’Inter versione Conte non è quella degli anni scorsi (che una partita così l’avrebbe persa) e vince in rimonta.

L’Hellas perde così anche il quarto confronto stagionale con uno dei top team del campionato (Juve, Milan, Napoli e, ora, Inter) e non è una banalità dire che la sua salvezza se la deve sudare contro le concorrenti di seconda e terza fascia. Ha già battuto fuori casa Lecce e Parma e, al Bentegodi, il Brescia ed ha pareggiato con Cagliari e Udinese, mica poco. L’unica stonatura in dodici partite è la sconfitta interna con il Sassuolo.

In Serie B giornata di gloria per il Cittadella. Che si prende il lusso di azzerare l’inviolabilità stagionale del Curi rifilando un 2-0 al Perugia, declassandolo in sorpasso dal secondo posto in classifica. Non vuol dir molto in verità l’ascesa al podio della squadra allenata da Roberto Venturato perchè il vertice della B presenta, fra il 2° e il 10° posto, una bella compagnia di ben 9 squadre a braccetto nell’angusto spazio di due punti. I padovani di provincia centrano la quarta vittoria fuori casa, la terza nelle ultime quattro gare e ritrovano il gol (colpiti anche due pali) dopo averne fatto solo uno nei precedenti 270’. Interrompe l’astinenza il goleador Davide Diaw che, nel primo over time, firma il raddoppio e il suo sesto centro che sigilla il risultato.

Il Venezia forse meno bello della prima fetta di campionatosi pappa i tre punti al Penzo a spese di un Livorno che mai ha vinto fuori casa e anzi ha rimediato in tutto un pareggio. Match winner ancora una volta (come in Coppa Italia contro il Catania) è il 24enne trequartista Mattia Aramu su punizione al 39’. Nella ripresa il Livorno fa invano gli straordinari per evitare uno stop che invece arriva e lo affonda al penultimo posto. Il portiere neroverde Lazzerini fa il fenomeno nel finale e para tutto. Alessio Dionisi, tecnico che non disprezza il bel gioco, si deve accontentare della seconda vittoria domestica, che ridà autostima dopo l’1-2 di due settimane fa nel derby con il Pordenone.

Un puro calcolo delle probabilità suggeriva che la serie positiva di dieci giornate del Chievo prima o poi era destinata a interrompersi. Così è stato (2-0) a Frosinone, dove però i ragazzi di Marcolini sono sovrastati dalla squadra ciociara, ancora imbattuta in casa. I veronesi partono con un centrocampo a cinque per fare muro ma la mossa non funziona e prima un rigore (di quelli che con il vecchio regolamento non sarebbe stato concesso) e, nella ripresa, un perfetto inserimento di Paganini (con difesa clivense scoperta) danno i tre punti a Nesta.

Il Padova perde il big match del Girone B di Serie C contro l’ambizioso SudTirol, che lo raggiunge al secondo posto, e per di più subisce il controsorpasso del Vicenza, battuto appena sette giorni prima. Brutta questa seconda sconfitta (ancora all’Euganeo) dei biancoscudati che, pur proponendo in attacco la coppia Pesenti-Soleri, non sono pressochè mai pericolosi per i bolzanini, che anzi nella ripresa hanno più di un’occasione per il raddoppio. Era un test-match per il Padova e non è andato bene né nel risultato né nella prestazione e ora Sullo dovrà cambiare qualcosa. Ma i ricambi che ha in rosa non sembrano garantire chissà che svolte tecniche.

Qual è il vero Vicenza? Quello che perde per la prima volta in casa nel derby con il Padova, quello che tre giorni dopo celebra una clamorosa rivincita all’Euganeo sotterrando con quattro reti a domicilio i biancoscudati o quello che, dopo una settimana, sbanca una presunta favorita alla vittoria del girone come la Triestina? Forse in questo momento l’Unione non è un avversario attendibile per una valutazione definitiva ma, con gli uomini che ha, nemmeno si può considerare uno sparring partner. Naufraga invece nella ripresa, proprio come era successo a Salò il mercoledì precedente in Coppa Italia. Nel Vicenza di nuovo capolista si sbloccano finalmente gli attaccanti: secondo gol stagionale sia per Arma che per Guerra.

La Virtus Verona non è più solo la rivelazione del Girone B, il rendimento dopo 14 turni la ha certificata squadra solida e continua, che sta con merito nella parte alta della classifica pur senza vantare una rosa di prime donne. Vabbè, vincere a Fermo non è un’impresa (quinta sconfitta in casa per i marchigiani) e aver di fronte la difesa più battuta del campionato aiuta. Ma se i concittadini poveri di Hellas e Chievo incasellano la quarta vittoria in trasferta, vuol dire che possono essere legittimamente protagonisti del campionato. Il 2-0 dei ragazzi di Borgo Venezia si concretizza con un rigore messo a segno da Mimmo Danti a metà primo tempo e con il bis del 26enne centrocampista rumeno Daniel Onescu al 6’ della ripresa.

L’Arzichiampo nemmeno stavolta riesce a espugnare il Menti. Lo fa invece il Carpi (1-0).

(ph: Francesco Grigolini via Facebook Hellas Verona FC)