«Cittadinanza onoraria a Segre»: dopo Vicenza si fa avanti anche Treviso

Dopo la proposta dei consiglieri del Partito Democratico di Vicenza di dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, arriva quella di Luigi Calesso (Coalizione Civica di Treviso): «Penso che la nostra città dovrebbe unirsi alle altre amministrazioni che stanno avviando questo percorso per onorare il suo drammatico passato e dimostrare solidarietà contro gli attacchi e le minacce di cui è stata vittima in questi giorni. Serve anche per ribadire che Treviso è città antifascista e per dare un segnale chiaro contro la campagna di odio nei confronti della senatrice Segre. Faccio appello a tutto il consiglio comunale perchè faccia propria questa proposta e la concretizzi nel più breve tempo possibile.».

«Ma la concessione della cittadinanza onoraria – continua Calesso – servirebbe anche a fare chiarezza rispetto alle recenti dichiarazioni del sindaco di Treviso in merito alla denuncia contro le minacce a Liliana Segre, parole che ricalcano lo stanco copione che da anni recitano i suoi compagni di partito leghisti per negare il problema della inquietante recrudescenza di rigurgiti neofascisti e neonazisti nel nostro Paese, compreso il territorio della Marca: “No a tutte le violenze”, “No alle minacce di tutti i tipi sui social network” e così via generalizzando il problema per non chiamare le cose con il loro nome. Mi sembra chiaro che, purtroppo, tentare di confinare il fascismo tra i “ricordi del passato” non corrisponde minimamente alla realtà dei fatti di un Paese in cui trovano ogni giorno più spazio i rigurgiti degli eredi e dei nostalgici del Ventennio. Anche in questo caso, la decisione del Comune di non concedere sale e spazi pubblici a chi non si dichiara esplicitamente lontano da quelle ideologie non sarebbe una soluzione definitiva al problema, ma certo segnerebbe la distanza tra le istituzioni e chi si richiama all’ideologia del periodo più buio della storia del nostro Paese», conclude.

(ph: imagoeconomica)