Park all’ex Prandina, Giordani mette un punto fermo. Forse

Il sindaco di Padova sembra avere le idee chiare. Peccato non riesca a imporle ai “talebani” che ha in maggioranza

«Sulla Prandina basta polemiche, il park ci sarà e a breve ci sarà il piano». Così Sergio Giordani, in un’intervista di oggi al Mattino di Padova cerca di porre un punto fermo sull’annosa questione della destinazione dell’ex caserma. Il dibattito è alimentato ormai quotidianamente da mille voci, ma tutte al di fuori dei tavoli istituzionali di un Palazzo che oggi non ha mai comunicato con una unisona la propria posizione. Fino ad oggi. Era ora.

Forse il sindaco si è reso conto che ormai non poteva più tergiversare e lasciare che le “anime diverse” della sua maggioranza sfogassero in libertà i propri istinti. Giordani sfoggia tranquillità affermando che «entro l’anno si definirà con il vice sindaco Arturo Lorenzoni, con la giunta ed i consiglieri le linea guida, che raccoglieranno il percorso partecipativo di Agenda 21» e conferma di voler dare spazio un po’ a tutto all’interno dell’area: «non immagino solo un posto pieno di auto, né certamente senza uno spazio per posteggiare». Con la sua solita filosofia del vogliamoci bene ipotizza il successo grazie al «buon senso, considerato che sarà una nuova area per tutta la città».

A prima vista sembrerebbe dunque un Giordani risoluto e con le idee chiare. Leggendo attentamente e considerando i fatti a mente fredda, non è in realtà un Giordani molto diverso dall’abituale versione democristiano-cerchiobottista, che non scontenta nessuno soppesando le parole. Le frasi di oggi non aggiungono proprio nulla a quanto già si sapeva. E non danno un’indicazione chiara su quali sia la sua reale determinazione: va bene essere a favore del park, ma da quanti posti? Come intenderebbe organizzare la viabilità nella zona Ovest? Cosa vorrebbe fare oltre al parcheggio: spazi verdi? Sedi per le associazioni?

Non solo, ma svicolando abilmente dal tema ex caserma Prandina, rimette i panni da commerciante ed affronta la crisi che attanaglia le botteghe del centro, ripetendo il mantra del «portare la gente dai quartieri al centro, con minor tempo e più confort, garantendo gli spostamenti in tutti i modi possibili».  E auspica il confronto con i commercianti. Sull’ex caserma dovrebbe fare lo stesso, ma all’interno della sua maggioranza, facendo il capo-maggioranza. Anzitutto coi talebani che vi allignano e prosperano.

Giordani lo dice, il suo “no ai talebani”, ma sappiamo chi consideri talebano. Forse li ha troppo vicini che neppure li riconosce: sono nella sinistra più dura e pura. È probabile che il sindaco stia tergiversando perchè sta cercando una contropartita per farle ingollare il nuovo parcheggio. Il tempo però è scaduto. E il “buonsenso” giordaniano, senza la capacità di imporsi, non può bastare

(Ph. Vvox)