Gotti: «Cara Udinese, resterò a fare il secondo allenatore»

Dopo un anno al Chelsea con Sarri, il tecnico di Contarina dice no alla guida tecnica della prima squadra

Dire no ad una panchina di serie A per restare a fare il secondo allenatore, non è cosa di tutti i giorni nel calcio di oggi. Ma all’Udinese succede. Luca Gotti, 52 anni, rodigino di nascita, di Contarina, e trevigiano d’adozione, vive a Montebelluna da ormai 25 anni, ha fatto una scelta precisa. Dopo l’esonero del tecnico friuliano Igor Tudor in seguito al ko con la Roma infatti, la famiglia Pozzo ha deciso di affidare a Luca Gotti, il viceallenatore appunto, la guida dell’Udinese. E il tecnico, già vittorioso in sostituzione di Tudor squalificato, ha prima espugnato Genova vincendo 3 a 1 contro i grifoni e poi pareggiato con la Spal al Friuli. Tanto da convincere la società a confermarlo come prima guida tecnica della squadra. L’idea era di affidargli la panchina fino al 1° giugno, a fine stagione. Da giorni il responsabile dell’area tecnica Pierpaolo Marino e la proprietà stanno cercando di convincere Luca Gotti ad accettare. Ma il tecnico non si è spostato di un millimetro dalla sua posizione iniziale. «Tornerò a fare il mio, cioè il secondo allenatore. Ovviamente lasciando al club il tempo migliore per trovare la soluzione che ritengono più adeguata per la panchina» precisa l’allenatore di Contarina.

La scelta di essere il “secondo”

Luca Gotti ha scelto ormai da una decina d’anni questo ruolo. Dopo una carriera da allenatore iniziata nel 1998 con i giovanissimi del Milan e proseguita in D, tra Pievigina e Bassano, e poi primavera della Reggina, nazionale azzurra under 17, in serie B a Treviso e poi a Trieste nel 2009, quando è stato vicinissimo a sedersi sulla panchina del Vicenza Calcio. Da lì in poi è sempre stato il vice: per 8 anni a fianco di Roberto Donadoni a Cagliari, Parma e Bologna, e poi la scorsa stagione con Maurizio Sarri al Chelsea in Inghilterra. Quest’estate sarebbe potuto andare alla Juventus, visto il percorso compiuto dal tecnico napoletano, ma Sarri ha fatto scelte diverse. E così Luca Gotti ha vestito un altro bianconero, quello friulano di Udine, come viceallenatore di Tudor. Fino a qualche settimana fa. In Friuli le consultazioni continuano, per la panchina si sono fatti i nomi di Zenga, Ballardini, Di Biagio e Longo, ma probabilmente non convincono del tutto società e proprietà, che hanno già annunciato che Gotti resterà comunque sulla panchina dell’Udinese fino alla sfida contro l’altra genovese, la Sampdoria, domenica 24 novembre. Il tecnico di Contarina gode della stima della famiglia Pozzo e anche di squadra e tifoseria, i segnali in suo favore sono stati tanti in questi giorni, ma difficilmente cambierà idea. «I miei figli Benedetta, 18 anni, e Alessandro, 12, sono la mia vita» precisa lui. E intanto continua a lavorare per preparare la prossima sfida con la Samp dopo la sosta. Con i fari puntati addosso. Perché sono in tanti a chiedersi, e a chiedergli, il perché di una scelta sicuramente anomala. Quella di rinunciare ad una panchina di serie A, per continuare ad essere il secondo allenatore dell’Udinese.