Camorristi in trasferta per le truffe: 51 arresti

La banda era specializzata nella truffa del “finto carabiniere”. Tra i 189 episodi, 17 sono stati commesse in Veneto

Alle prime ore della mattina del 8 novembre 2018, nelle provincie di Napoli e Milano, e in Spagna, i carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno eseguendo due provvedimenti cautelari emessi dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA partenopea, nei confronti di 51 persone, ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di persone anziane, con l’aggravante per 14 di loro di favorire il clan camorristico “Contini” (clan operante nel territorio dell’area metropolitana di Napoli e in particolare nei quartieri Vasto, Arenaccia, San Giovannello e Borgo Sant’Antonio Abate).

La camorra di Eraclea

Nell’operazione, oltre ai rilievi di tipo mafioso, per 17 tra gli indagati è stata contestata anche l’aggravante della transnazionalità. All’operazione hanno partecipano anche i Carabinieri di Bergamo e la Squadra Mobile di Genova, che si sono occupati di alcuni singoli episodi di truffa.

La vicenda interessa anche la Regione Veneto poiché tra le 189 truffe e tentate truffe addebitate al sodalizio criminale, 17 sono state commesse in Veneto e tra queste una nella città di Rovigo dove il 18 febbraio 2016, un’anziana di 76anni è stata “spogliata” di qualche centinaio di euro e piccoli prezioso che aveva in casa.

L’indagine, avviata nell’agosto del 2015 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano con la Procura di Monza e proseguita dal luglio del 2016 con la Procura Distrettuale Antimafia partenopea, ha investigato il fenomeno delle truffe in cui le vittime vengono circuite telefonicamente dagli indagati che, fingendosi assicuratore, avvocato o carabiniere (il telefonista), comunicano che un familiare ha provocato un grave incidente stradale e che, per consentirne il rilascio da una Caserma dei Carabinieri, è necessario consegnare denaro o altri valori, in seguito prelevati da un complice (l’operativo sul territorio) presso il domicilio delle vittime.

L’attività ha consentito di ricostruire nei dettagli il fenomeno criminale, di cui sono stati disvelati regia, ruoli, funzioni, basi, modalità organizzative/esecutive e collegamenti. E’ stato così accertato che le attività delittuose (che garantiscono rilevanti introiti a fronte di rischi quasi inesistenti) hanno un forte radicamento territoriale nella zona dell’Arenaccia di Napoli, dove vi si dedicano interi nuclei familiari collegati al clan camorristico Contini, egemone in quella zona della città.

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