«Acqua Granda di oggi non c’entra niente con il 1966»

Il metereologo Rabito: «Eventi eccezionali ormai non sono più eccezionali. Ora attenzione ai versanti con frane, il maltempo continuerà»

«Oggi il clima è mutato e l’evento eccezionale ha una maggiore possibilità di verificarsi». Marco Rabito, meteorologo di Vicenza e presidente di Serenissima Meteo, dopo l’alluvione di Venezia e del litorale mette in guardia sull’interpretazione dei segnali nelle previsioni. E invita all’attenzione: «Quando arriva una fase meteorologica acuta una volta si tendeva a tagliare fuori lo scenario meno e più pesante, in pratica gli estremi, ora invece sono questi ad avere maggiore incidenza. Si parla di estremizzazione meteorologica». Previsioni che su Venezia forse non sono state così precise sull’impatto del fenomeno. Per Rabito «é difficile prevedere eventi come questi e l’impatto che avranno sul territorio, soprattutto con una dinamica che non si era mai vista prima, completamente diversa dal 1966. Forse si poteva fare meglio, ma se osserviamo i grafici emanati dal Centro maree di Venezia prevedevano un livello meno pesante di quello che si è verificato. L’ultima previsione era di 170 centimetri, con un errore quindi di 17 cm, ma quelle tra mattina e pomeriggio davano un margine di differenza più ampio. Ci sono ancora tanti passi avanti da fare per avere una calibratura più precisa di questi eventi, soprattutto perché le condizioni di clima mutato ci mettono di fronte a cose mai viste prima e di difficile lettura. Bisogna però cominciare a credere a eventi eccezionali, la statistica dice che sono più frequenti. Quanto però non si può sapere, il fenomeno estremo è fortemente variegato, incidono non solo il vento, ma anche marea, temperature elevate, forti piogge, esondazioni dei fiumi, e ancora fulminazioni, grandinate e trombe d’aria».

L’allerta continua

Resta l’allerta per i prossimi giorni: il maltempo continuerà. «Il territorio è provato da una fase perturbata – spiega l’esperto – che comincia ad essere duratura, è un terreno intriso d’acqua, anche fiumi e torrenti sono stati messi sotto stress a ripetizione e sono attese altre perturbazioni intense. Il nostro è un territorio che va in crisi quando all’interno di un sistema perturbato si collocano 8/10 ore di precipitazioni abbondanti sulla fascia Pedemontana, è in grado di sopportare cinque giorni di pioggia diluita ma non 10 ore di pioggia battente e intensa. Se nei prossimi giorni ci saranno fasi come quest’ultima bisogna cominciare a preoccuparsi. Non è possibile sapere se rischieremo ancora, ma bisogna fare grande attenzione e non solo ai corsi acqua e alla pioggia ma anche al fattore idrogeologico, quindi i versanti con frane già conosciute che potrebbero essere rimesse in movimento. E poi in alta quota attenzione alla neve. Di certo ci sarà tanta pioggia tra venerdì e domenica». Il meteorologo vicentino invita i cittadini a seguire il bollettino della protezione civile regionale e le istituzioni ad investire «sulla prevenzione, sullo studio, sulla ricerca e sulla comunicazione delle allerte. Un lavoro che ci chiama tutti in causa. C’è la necessità di avere dati precisi e di investire anche sulla professionalità delle persone che ci lavorano».