Strage di Bologna, dissequestrata intervista sui «segreti inconfessabili» della destra eversiva

Dietrofront giudiziario sull’articolo di Raffaella Fanelli uscito sul giornale online Estreme Conseguenze

«Visti gli arti. 309 e 324 del codice penale, in accoglimento alla richiesta di riesame formulata dalla difesa di Beccaro William e Raffaella Fanelli, annulla il provvedimento impugnato e dispone il conseguente ripristino delle pagine web sulle quali è stata pubblicata l’intervista video e l’articolo intitolato “Ecco perché Fiore e Adinolfi difendono l’ex NAR”, oggetto del sequestro preventivo». Così scrive il Tribunale del Riesame sulla vicenda giudiziaria che aveva coinvolto la testata giornalistica Estreme Conseguenze, iniziata il 25 ottobre scorso quando l’intervista a Vincenzo Vinciguerra, ex neofascista di Ordine nuovo e Avanguardia nazionale, era stata sequestrata dalla procura di Bologna su richiesta di Silvia Signorelli,  figlia del defunto ideologo della destra radicale Paolo Signorelli.

Ma cosa c’era di così “scabroso” nel lavoro di Fanelli? In realtà, come aveva già sottolineato il direttore Beccaro, «niente che Vinciguerra, considerato testimone attendibile, non avesse già detto». Sul comportamento di Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi, fondatori, con lo scomparso Giuseppe Dimitri, di Terza Posizione (movimento eversivo fondato nel 1978 e attivo fino al 1982), nemici giurati dei fratelli Fioravanti, e recentemente insieme per propagandare una tesi innocentista sui Nuclei Aramati Rivoluzionari, Vinciguerra nell’intervista dissequestrata dice che «Ci sono segreti inconfessabili fra gli ex vertici di Terza Posizione e gli ex Nar. Segreti che riguardano i loro legami trascorsi. Questo atteggiamento assolutorio da parte di Roberto Fiore si spiega solo con la conoscenza di segreti che entrambi hanno interesse a mantenere tali».

Quanto emerge nell’intervista di Fanelli sono tracce di trame che hanno scritto parte della storia più buia del nostro Paese, legami tra Stato e terrorismo per la realizzazione di un governo eversivo. Vinciguerra fa nomi e cognomi, cita fatti e circostanze senza mai essere smentito, se non tramite blitz di sequestri di informazione. Ci si può chiedere quale sia lo scopo di investigare su vicende tanto lontane, legate agli anni di piombo, con molti dei protagonisti che riposano sotto le lapidi (o dentro chiese vaticane). La risposta è quella di Indro Montanelli: «Un popolo che ignora il proprio passato non conoscerà mai nulla del proprio presente»

(Ph Estreme Conseguenze)