«Crac popolari, esperimento socio-finanziario: dove sono i soldi?»

Dura e lunga nota del Coordinamento don Torta, dopo l’archiviazione per 9 dei 10 imputati al processo Veneto Banca

«La vicenda delle nostre banche popolari, specialmente con riguardo a Veneto Banca, non è una semplice crisi aziendale ma in essa confluiscono svariati interessi: politici, finanziari, sociali. Per questa ragione andiamo ripetendo che ciò che abbiamo subito come risparmiatori e come veneti è stato un esperimento socio finanziario sostenuto anche dalla curiosità malata dei burocrati europei di vedere cosa sarebbe successo applicando il bail – in».

Così l’avvocato Andrea Arman del Coordinamento don Torta a commento della notizia che il gip di Treviso ha accolto la richiesta di archiviazione per 9 indagati su dieci nel processo V.B..

«Non ai magistrati di Treviso deve essere rivolta la nostra protesta – la cui decisione comunque impugneremo avanti la Corte di Cassazione affinché nulla sia lasciato intentato nell’interesse dei risparmiatori – ma alle istituzioni, Magistratura compresa – prosegue Arman – Ci può stare bene che gli amministratori delle banche non siano penalmente colpevoli, ma le istituzioni ci debbono spiegare (…) dove sono andati i soldi delle popolari venete, chi ha i nostri soldi adesso?». Tra la Popolare di Vicenza e Veneto Banca si tratta di circa 7 miliardi. 

Arman sottolineare a che «non esistono solo i vecchi amministratori delle banche, quelli ante 2016, ci sono anche le operazioni di trasformazione delle banche in s.p.a. che andrebbero indagate, la gestione complessiva delle banche, le scelte politiche, l’agire di Banca d’Italia e Consob, le ingerenze e le volontà dell’Europa sia come BCE che politiche, gli interessi dei grandi gruppi finanziari, che sono, poi, quelli che nella disgrazia delle popolari venete hanno davvero guadagnato».

«Sono passati 4 anni dall’inizio della crisi delle banche popolari venete, oltre due dalla loro messa in liquidazione e, praticamente, siamo al punto di partenza. Siamo quasi al punto di partenza anche nell’indennizzo ai risparmiatori – prosegue Arman – Caro Movimento 5 Stelle, che ora sei al Governo ormai da quasi due anni, sei stato proprio tu a spiegare a noi risparmiatori che il nostro era un diritto tutelato dalla costituzione, che di conseguenza avevamo il diritto di essere risarciti integralmente del danno, che i cattivi delle banche e della grande finanza dovevano essere stanati e puniti. Te lo ricordi? Pare di no».

Nonostante le amare considerazioni, però, il Coordinamento don Torta non ha intenzione di arretrare nelle sue richieste: «Continueremo nella lotta per la verità e la giustizia, quella di cui troppo velocemente in troppi se ne sono dimenticati».

 

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