«Orgoglio veneto: dopo l’apocalisse si riparte senza piagnistei»

«In queste 30 ore i veneziani e i veneti non sono rimasti a guardare. Si sono rimboccati le maniche ed hanno spazzato via acqua, fango e rifiuti, per riportare la situazione per quanto possibile alla normalità. Nessuna lamentela, nessun pianto, nessuna accusa». Sono parole piene di orgoglio verso i suoi cittadini quelle scritte da Luca Zaia questa mattina su Facebook. «Questo in foto è il Bar Dogale nel campo adiacente ai Frari. Ieri era uno dei pochissimi aperti in zona. Nel pomeriggio all’interno c’erano il gestore e tre dipendenti che pulivano il fango senza far mancare il servizio ai clienti. A chi faceva loro i complimenti, rispondevano con le lacrime agli occhi: “Abbiamo i frigoriferi bruciati, ma una griglia e la macchina del caffè funzionano. Serviamo tutto quello che possiamo. Quei soldi serviranno per ricomprare i macchinari”. Mi piace citare questo locale nel cuore di Venezia come primo esempio di rinascita dopo l’Apocalisse. Mai paura, veneti. Ce la faremo!».

Nel frattempo questa mattina c’è stato un incontro operativo in prefettura a Venezia per dare risposte immediate alla città ferita e a tutto il litorale devastato. «Ho chiesto tre cose fondamentali – ha spiegato Zaia -: l’immediata dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo, con il conseguente stanziamento di risorse. Pieni poteri al sindaco per la gestione della situazione in città. Una soluzione rapida alla questione Mose, che è un cantiere statale (lo ricordo nuovamente ai lazzaroni che si ostinano a pensare il contrario)».