Regione Veneto, 6 milioni in più all’ambiente. Il Pd: «Non bastano»

Ieri sera il Consiglio regionale del Veneto, in trasferta a Treviso per ha approvato il bilancio di previsione. Spiccano i 6 milioni in più destinati all’ambiente, ma anche i 4 in più alla cultura e ovviamente c’è spazio anche per Venezia, duramente colpita dal maltempo. Il bilancio è stato approvato con 31 voti a favore, 11 contrari, 1 astenuto e l’intero gruppo M5S uscito dall’aula.

«Pensando a Venezia e alla necessità di mettere in sicurezza i territori su cui incombono rischi di carattere idraulico e idrogeologico – spiega in un comunicato il vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Forcolin – abbiamo aggiunto ai 20 milioni già stanziati per l’intera Regione, altri 5 milioni specificatamente finalizzati a interventi per la città lagunare e per i litorali».

«Il bilancio approvato – prosegue il vicepresidente – mette a disposizione dei veneti circa 14 miliardi di euro, dei quali 10 milioni per la sanità e ancor più largo anticipo rispetto agli ultimi anni, inizieremo il prossimo nuovo esercizio con una programmazione chiara e ben definita anche dal punto di vista finanziario. Altre importanti poste riguardano la formazione dei nostri giovani, i temi del sociale, tra cui le azioni a favore dei bambini tra i zero e i sei anni, di sostegno alla disabilità e alle fasce più deboli. Somme importanti sono state aggiunte al settore della cultura (+4 milioni di euro), due milioni di euro sono stati destinati all’edilizia relativa alle scuole d’infanzia e un milione all’impiantistica sportiva. Il Consiglio, in sintesi, ha chiuso la manovra con 22 milioni di euro in più rispetto alla proposta della Giunta, e nel maxi emendamento da me proposto sono state tenute in debita considerazione tutte le proposte migliorative pervenute sia dai consiglieri di maggioranza che di opposizione».

Sull’approvazione del bilancio è intervenuto anche il presidente della Regione Luca Zaia che sottolinea come si sia agito «senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Anzi, – afferma il governatore leghista – lasciando loro ogni anno ben un miliardo 219 milioni fra mancata applicazione dell’Irpef regionale e rinuncia all’imposizione del ticket regionale. Insomma, un bel bilancio senza tasse. Approvare il bilancio a novembre – aggiunge – credo sia un record di cui tutti dobbiamo attribuirci il merito perché il Veneto dimostra ancora una volta di essere unico ed esempio di rigore per tutto il Paese».

Zaia poi elenca quelli che secondo lui sono gli elementi salienti del bilancio: «la ristrutturazione del debito, sceso di più di un miliardo e mezzo, la riduzione dei pagamenti a 16 giorni, la chiusura di tutte le pendenze coi fornitori in sanità, ma soprattutto aver venduto 25 milioni di immobili – prosegue Zaia – . Questo bilancio è peraltro già programmato sui grandi eventi che caratterizzeranno il Veneto nei prossimi anni: dai mondiali di sci 2021 alle Olimpiadi della neve 2026, dall’apertura definitiva della Pedemontana al potenziamento (in treni e infrastrutture) del servizio ferroviario regionale, per non parlare dell’ambiente dove occorrerà fronteggiare – anche in questo caso unici in Italia nonostante l’allarme nazionale lanciato già nel 2013 del Cnr – il tema dei Pfas da un punto di vista sanitario ma anche di bonifica e costruzione di nuovi acquedotti».

Non è dello stesso avviso il Partito Democratico, che ha partecipato al voto per aver seguito il dibattito negli ultimi mesi. «Per noi la priorità era e resta il contrasto ai cambiamenti climatici, la distanza di vedute con la maggioranza è troppo ampia; c’è stato qualche segnale, ma davvero troppo timido, si poteva fare di più – afferma in un comunicato il capogruppo Stefano Fracasso spiegando il voto contrario -. Ci sono diversità perfino sull’interpretazione dei dati scientifici, perciò il nostro voto non può che essere contrario. C’è una distanza enorme anche sugli strumenti da utilizzare per dare gambe, ovvero soldi, alle risposte che i veneti attendono da tempo. Insistiamo nel dire che il Veneto Tax Free è tale solo per chi ha tanti soldi, non per chi ha un anziano da inserire in casa di riposo o i figli da mandare all’asilo. Registriamo invece con soddisfazione l’inversione a U della Giunta sulle Ater, con l’emendamento che ha rivisto le soglie di permanenza, come chiedevamo da mesi. Al tempo stesso avevamo segnalato come l’emergenza del consumo di droghe e delle troppe morti fra i giovani, denunciando la mancanza di un Piano sulle dipendenze da dieci anni. Adesso nel maxiemendamento troviamo un sostegno alle politiche sulla prevenzione contro l’uso di stupefacenti e questo è positivo».

Anche il correlatore Graziano Azzalin (Pd)  in chiusura del suo intervento sulla Legge di stabilità ha polemizzato sul no della Regione di applicare l‘addizionale Irpef per i redditi oltre i 75mila euro. «La maggioranza si è innamorata di uno slogan fine a se stesso – spiega – , rinnegando le proprie dichiarazioni e la propria volontà visto che per la Pedemontana era ben d’accordo nel tassare i veneti in modo da avere un “tesoretto” per intervenire sui servizi sociali o altro. Si poteva entrare nel merito delle questioni e discutere, visto che dei problemi ci sono, dove metterla. Avremmo avuto risorse per la difesa del suolo, l’edilizia popolare, gli edifici scolastici o i servizi sociosanitari. Siamo consapevoli che con una addizionale non si risolve tutto, ma è un segnale che anche la Regione fa la propria parte. Nel 2020 riceveremo grazie ai governi di centrosinistra circa 250 milioni per la messa in sicurezza del territorio e mitigazione ambientale, quelle opere poi hanno avranno bisogno di avere una manutenzione. Capiamo che in chiave elettorale il ritornello “non applichiamo tasse” suona meglio – conclude – , ma è una scelta miope ed egoista, un fuggire dalle proprie responsabilità». (t.d.b.)

(Ph. Facebook – Stefano Fracasso)