Sanità: ecco le 15 maternità ‘top’, in 6 Regioni tutte al Centro-nord

Roma, 15 nov. (Adnkronos Salute) – Più parti uguale più sicurezza per mamme e bambini. Si basa su questo assunto la ‘classifica’ dei 15 migliori reparti di maternità per volume di nascite, secondo i dati del Piano nazionale esiti 2018 (riferito al 2017) elaborati da www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane. Gli ospedali italiani più performanti si concentrano in 6 regioni, tutte al centro-nord, e sul podio si piazza il Sant’Anna-Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio che da anni conduce questa classifica. Ad aggiudicarsi il secondo posto, invece, come nell’edizione precedente, è l’oOspedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli di Milano.
In terza, quarta e quinta posizione si riconfermano rispettivamente l’ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma, l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Differenze significative rispetto all’edizione passata si riscontrano nelle successive posizioni: il Policlinico Casilino di Roma entra in classifica e si aggiudica il sesto posto, seguito, al settimo, dall’Aou Careggi di Firenze e, all’ottavo, dall’ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma. Difendono il nono e il decimo posto, rispettivamente il Presidio ospedaliero Spedali Civili di Brescia e l’ospedale dei Bambini Vittore Buzzi – Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, mentre l’ospedale Maggiore Pizzardi di Bologna guadagna due posizioni aggiudicandosi l’11esimo posto. Seguono, al 12esimo, l’Azienda ospedaliera di Padova, al 13esimo il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna, al 14esimo l’ospedale Borgo Trento – Aou Integrata di Verona e, al 15esimo, il Policlinico di Modena.
Come scegliere, dunque, il punto nascita? Volumi e giusta proporzione di parti cesarei sono due fattori importanti da guardare perché indicativi dell’esperienza e dell’adeguatezza delle cure prestate, ma ci sono anche altri aspetti da non sottovalutare. Le donne, in genere, hanno aspettative precise riguardo al momento della nascita del loro bambino: c’è chi ci tiene a partorire nel modo più naturale possibile, chi vuole assolutamente contenere il dolore, chi desidera il neonato con sé 24 ore su 24 e chi chiede di conservare il sangue del cordone ombelicale. Non si può prescindere, poi, dall’andamento della gravidanza: se insorgono patologie a carico della donna o del nascituro durante l’attesa bisogna necessariamente puntare su un centro hub di II livello che disponga di strumentazione adeguata e di una Terapia Intensiva Neonatale.
“Invece, se la gravidanza è fisiologica, la futura mamma può scegliere di farsi seguire presso i consultori e di partorire negli ospedali spoke di primo livello – ben collegati ai centri hub di secondo livello – purché vantino adeguati volumi di attività”, spiega Grace Rabacchi, direttore sanitario dell’ospedale Sant’Anna di Torino.
È fondamentale, quindi, informarsi per tempo per capire se la struttura prescelta risponde alle proprie esigenze: se dispone cioè di un servizio di analgesia epidurale gratuita h24 7 giorni su 7, di una vasca per il parto in acqua e di un servizio di rooming-in 24 ore su 24. E ancora: se è un centro di raccolta del sangue del cordone ombelicale o se è presente una Terapia Intensiva Neonatale. Tutte queste informazioni sono disponibili su www.doveecomemicuro.it, che dispone di un database di oltre 2.300 strutture: tra ospedali pubblici, strutture ospedaliere territoriali, case di cura accreditate, poliambulatori, centri diagnostici e centri specialistici.

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