«Spitz commissario Mose? Sbigottiti, tremiamo al solo pensiero»

L’attacco di Italia Nostra: «A capo di un’opera strategica per Venezia viene messa la protagonista di una delle stagioni più buie per il patrimonio immobiliare pubblico italiano»

Mariarita Signorini, Presidente nazionale Italia Nostra, e Lidia Fersuoch, Presidente Italia Nostra Venezia, si dicono «sbigottite» dalla nomina di Elisabetta Spitz quale commissario straordinario del MOSE da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. «A capo di un’opera strategica per Venezia e per la sua Laguna – scrivono le rappresentanti – viene messa la protagonista di una delle stagioni più buie per il patrimonio immobiliare pubblico italiano. Alludiamo al periodo delle cartolarizzazioni del Ministro Giulio Tremonti durante il quale l’architetto Spitz fu a capo dell’Agenzia del Demanio».

«Non si contano i fallimenti politici ed economici di quegli anni: la chiusura anticipata di SCIP – Società Cartolarizzazione Immobili Pubblici S.r.l., con il “fallimento” di SCIP2 dove i costi dell’operazione furono superiori ai ricavi; la liquidazione della società Infrastrutture S.p.A. che avrebbe dovuto porre il patrimonio immobiliare collettivo a garanzia delle opere pubbliche; la costituzione di Patrimonio dello Stato S.p.A., autentico doppione dell’Agenzia del Demanio. Va notato che la SCIP – Società Cartolarizzazione Immobili Pubblici S.r.l. era stata costituita in Lussemburgo il 21 novembre 2001 da due fondazioni olandesi controllate dal Ministero dell’economia e delle finanze (la “Stichting Thesaurum” e la “Stichting Palatium”, costituite ad Amsterdam il 5 novembre 2001 e amministrate da un trust fund olandese, la “TMF Management BV”) per sfuggire alla tassazione italiana».

«Ora PD e Movimento 5 Stelle riesumano questo autentico “boiardo di Stato” di provenienza immobiliaristica e tremiamo al solo pensiero delle conseguenze che questo potrà avere, soprattutto in riferimento alle opere di mitigazione e compensazione ambientale: non ci stupiremo di vedere beni pubblici o isole della laguna trasformati in resort di lusso proprio grazie ai soldi delle misure compensative del MOSE. La soluzione primigenia di un ingegnere proveniente dall’ambiente militare, ma con indiscusse competenze idrauliche e ambientali, ci pareva la più opportuna per il ruolo di commissario del MOSE, sia per prevenire eventuali nuovi fenomeni di corruzione, sia per garantire imparzialità nella spesa delle ingenti risorse pubbliche ancora a disposizione», concludono Signorini e Fersuoch.

(ph: imagoeconomica)