Danni miliardari, paura e odio: la lunga notte di Venezia

Ha chiuso i battenti anche il Caffè Florian mentre Brugnaro è stato nominato commissario per l’emergenza. Breve cronaca della giornata

Sono giornate lunghe, lunghissime, per i veneziani.  Le notizie sui media si rincorrono, e sui social viaggiano ancora più veloci, sicuramente più delle connessioni neuronali di molti utenti che gettano fango su una cittadinanza piegata di giorni di pioggia e disastri, quantificati in circa un miliardo di euro.

Ultimo della lunga lista il professor Gianfranco Franz, dell’università di Ferrara, che in un post apparso sul proprio profilo nelle scorse ore ha scritto di non provare «nessuna compassione per Venezia o per i veneti», accusando il Veneto di essere «la regione con la più alta evasione fiscale» e la Lega, che, è scritto, «governa da 30 anni, rubando o permettendo la corruzione». La Lega l’ha querelato.

Si susseguono anche le “passerelle”: dopo Giuseppe Conte, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, oggi con Luigi Brugnaro e Luca Zaia c’era la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, e poi la delegazione azzurra. Nel fattempo il sindaco è stato nominato commissario dell’emergenza e il Caffè Florian ha chiuso i battenti per i troppi danni.

Tra tutte le notizie, però, la prima ad essere letta è sempre quella sul meteo, che non è buona: domani, domenica, un altro picco da 1 e 60. E c’è solo da stringere questa città al cuore.

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