Schio (Vi), migliaia in corteo contro la “sanità migliore d’Italia”

La manifestazione indetta da Coalizione Civica ha raccolto l’adesione di sindacati e partiti, oltre che di circa 3mila cittadini

Erano diverse centinaia le persone che ieri pomeriggio, sabato, a Schio hanno sfidato il maltempo (vincendo, visto che la pioggia ha dato loro tregua) per protestare contro la situazione in cui sta versando l’Ulss 7, il polo  sanitario dell’Alto Vicentino. 

«Forse più che in altre zone del Veneto, l’alto vicentino ha visto un veloce degrado dei servizi sociosanitari.
La Regione Veneto è la prima responsabile dei risvolti negativi nella qualità dei servizi, uniformandoli in termini di qualità al massimo ribasso» spiega Germano Raniero, del sindacato di base Usb, una delle tante sigle che hanno aderito alla manifestazione promossa da Coalizione Civica, lista all’opposizione nel consiglio comunale della città laniera. «Ricordiamo a tutti che l’attuale situazione dell’ospedale di Santorso è “figlia legittima” della sciagurata scelta di costruirlo attraverso il Projet Financing, che ci costa 18 milioni l’anno a noi cittadini, milioni che non servono a migliorare i servizi, ad assumere personale ma che vanno a finire nelle tasche dei privati, quelli che hanno costituito il Projet, (oggi acquistato da un fondo inglese: giusto per capire chi ci guadagna) – prosegue Raniero – A causa di questo la ULSS Pedemontana è tra le più indebitate del Veneto e questo si riflette nella carenza di personale e nel taglio di servizi».

Al corteo ha partecipato anche il capogruppo del PD in Consiglio regionale Stefano Fracasso: «La grande partecipazione dimostra che quello che vivono quotidianamente i cittadini è ben diverso da quello che racconta il presidente Zaia. La riforma ha prodotto solo problemi e a Santorso si vedono tutti. Mancano medici in ospedale e mancano operatori sul territorio. Questa è la realtà. L’Alto vicentino, che era un’eccellenza, misura oggi tutto l’arretramento della sanità del Veneto – conclude Fracasso -. Bisogna partire da qui e riportare al centro il servizio pubblico».

“Fuori dai capoluoghi e dalle aree di interesse elettorale, i servizi sanitari e sociali traballano. Oggi siamo affianco della Comunità dell’Alto Vicentino che alza il proprio urlo di protesta alla Giunta leghista: non esiste Sanità di serie A o Sanità di serie B: scelte di qualità devono riguardare tutto il territorio veneto, soprattutto quello lontano dalle grandi città – gli fa eco la consigliera Cristina Guarda (CpV) – I cittadini non devono fare esperienza di disuguaglianze nel trattamento sanitario sul territorio veneto: creare rivalità tra ospedali, aziende sanitarie e territori serviti o meno, è un grave errore politico della maggioranza in Regione che, per assicurarsi popolo elettorale, penalizza altre aree e popolazioni – che conclude –  La Giunta leghista e la sua maggioranza hanno evidentemente scelto la strada della divisione, tappandosi occhi e orecchie di fronte alle richieste di aiuto. E invece è per me doveroso incoraggiare e sostenere i cittadini che non si piegano a questo metodo politico: in Regione si possono scegliere strade per garantire equità di trattamento sanitario e sociale, servizi efficienti per le fragilità, fuori e dentro gli ospedali. Bisogna percorrerle urgentemente per permettere alle famiglie di restare nel loro territorio, pena allontanamenti e abbandoni che costano in termini umani e sociali».

(Ph Germano Raniero)

 

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