Indagine archiviata su Agsm, Croce: «Sboarina senza scrupoli»

«Mi ha fatto fuori tradendo un’alleanza con il suo movimento civico che gli aveva permesso di diventare primo cittadino di Verona. Non ci si può più fidare di lui»

Era il 9 marzo scorso quando 4 consiglieri del cda di Agsm votarono la sfiducia al presidente Michele Croce. Le motivazioni, secondo quanto era stato dichiarato dal consigliere Maurizio Giletto, che Croce sottolinea essere stato nominato personalmente dal sindaco Sboarina, erano le seguenti: «Il consigliere Giletto osserva che le affermazioni di Bellazzi stanno gettando fango sull’azienda e su tutti; rileva inoltre che alla luce dell’atteggiamento tenuto dal Presidente in tutte queste vicende e dei fatti emersi il Consiglio di Amministrazione non ritiene più credibili le affermazioni del Presidente stesso». Lo stesso Sboarina il 16 marzo dichiarava: «Mi limito a dire che, a fronte di prove documentali, ed anche a seguito di esposti presentati da un privato cittadino (l’avvocato Luigi Bellazzi), il presidente Croce ha affermato cose non corrispondenti al vero».

«I fatti successivi sono noti a tutti – continua Croce in una nota -: il sindaco ordinò ai consiglieri di dimettersi, i consiglieri si dimisero, il CdA di Agsm decadde, gli stessi consiglieri (eccetto Croce) vennero rinominati dal Sindaco Sboarina. 8 mesi dopo arriva la verità con la richiesta di archiviazione da parte del PM dell’indagine penale riguardante Croce perché non sussistono fatti di rilievo penale. Nell’ordinanza della Procura si richiama al mio operato “conforme ai principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità, avente come obiettivo un interesse pubblico, e cioè il vantaggio derivante all’ente dal risparmio di spesa” (nella procedura di selezione del Direttore Generale), e ancora effettuato in “applicazione del principio di rotazione, a fronte dell’espletamento dell’incarico con scrupolo professionale, in ragione degli importi percepiti assolutamente congrui e anzi a corrispettivo minore”».

«Non c’è giustizia senza verità – attacca Croce -. E la verità, anche se lentamente, proprio come 5 anni fa nei processi Agec, bisogna saperla aspettare perché alla fine arriva sempre, anche in Agsm. È una verità che certifica come il sindaco mi abbia fatto fuori da Agsm tradendo una alleanza con il suo movimento civico che pure gli aveva permesso di diventare primo cittadino di Verona. Siamo quindi in presenza di un tradimento soprattutto verso tutti quei cittadini che si erano fidati di Federico Sboarina, votandolo al ballottaggio in base alla mia indicazione. Le domande ora sono due: come ci si può fidare di un sindaco senza scrupoli, pronto a fare di tutto, anche tradire gli alleati raccontando bugie ai cittadini, pur di perseguire i suoi fini personali, di poltrone? E ancora: come ci si può fidare di un sindaco pronto a svendere Agsm ai milanesi dopo aver fatto fuori l’ultimo baluardo, il presidente Croce, che la difendeva e la proiettava verso l’espansione veneta e triveneta? La risposta, ovvia e dolorosa, è che non ci si può più fidare di Federico Sboarina. Tutti i movimenti e i partiti che gli hanno permesso di arrivare a essere sindaco di Verona ne prendano atto, come abbiamo fatto noi di Prima Verona. Si tratta di fare un atto di coerenza, di coraggio, per salvare Verona».