Da Guccini ai Pitura Freska: 5 canzoni che raccontano Venezia

“Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare…”

Sono molte le canzoni che parlano di Venezia e che la raccontano in vari modi. Ma forse quella più vicina alla realtà di questi giorni è quella di Francesco Guccini intitolata semplicemente “Venezia” che esordisce così: “Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare”. La descrive come un sogno che puoi comprare come i gadget di plastica che vendono nei negozi per turisti. E conclude: “Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità:
del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega!”.

Poi c’è “Tua cugina prima (Tutti a Venezia)” di Paolo Conte che parla di una coppia che si scatta una foto in piazza San Marco ricordando con scherno la cugina che si vantava di esserci stata prima di loro: “sarai contento quando poi
tua cugina lo vedrà che a Venezia siamo stati anche noi”.

Continuiamo con Franco Battiato e la sua “Venezia-Istanbul” dove mescola in una bella macedonia le due città, D’annunzio e Socrate

Francesco De Gregori con “O Venezia che sei la più bella” che racconta delle sollevazioni popolari nel 1848, della proclamazione della Repubblica di San Marco e del ritorno l’anno dopo degli austriaci: «O Venezia ti vuoi maritare, ma per marito ti daremo Ancona e per corredo le chiavi di Roma e per anello le onde del mar».

Roberto Vecchioni con “La bellezza” dove Venezia diventa «più inverosimile di ogni altra città» e «in questa luce del lido prima del tramonto ha la forma del tuo corpo che mi ruba lo sfondo, la tua leggerezza danzante come al centro del tempo e dell’eternità».

Finiamo con “Pin Floi” dei Pitura Freska, un tuffo nel passato al concerto storico dei Pink Floyd di fronte a San Marco: «Persi par persi, ndemo a consolarse, ndemo al Paradiso a inbriagarse».

(ph: shutterstock)