«Rucco annulli proroga global service Aim, o Vicenza la pagherà cara»

Il centrosinistra all’attacco: «é roba da Anac, il dirigente si autotuteli perché il Comune rischia il contenzioso danni»

A Vicenza il centrosinistra sul piede di guerra con il sindaco di centrodestra Francesco Rucco sulla multiutility Aim. Nei giorni scorsi con una determina é stato prorogato di un anno il contratto decennale di “global service” alla multiservizi su illuminazione pubblica, parcheggi, manutenzione del verde e delle strade: «Nella determina non vi è alcun riferimento a condizioni di necessità ed urgenza», scrivono in una nota i consiglieri comunali di tutti i gruppi di opposizione (Colombara di Quartieri al centro, in foto, Pd, Da adesso in poi, Coalizione Civica e ViNova), e inoltre «pone una serie di problemi di merito e di metodo assolutamente rilevanti e tali da rendere necessario un immediato interessamento di ANAC», l’Autorità Anti-corruzione.

Nel comunicato il centrosinistra sottolinea polemicamente che la presunta urgenza «avrebbe dovuto emergere anche dai lavori del Gruppo di Lavoro istituito un anno fa, proprio per gestire con le migliori soluzioni la scadenza del contratto di “Global Service” il 20 novembre 2019. In un anno si sarebbero potute bandire le opportune gare, o fare altre scelte legittime, ed assegnare i servizi all’azienda vincitrice la gara. Nessuna traccia di tutto ciò nel documento e ad oggi nessuna risposta alla richiesta di accesso agli atti». Secondo gli esponenti delle minoranze, il dirigente preposto dovrebbe annullare la determina «in autotutela», poiché «i vicentini rischiano di pagare per questo un conto molto salato».

Come controproposta si accenna all’idea di «“spacchettare” i servizi e affidarli (anche a trattativa diretta per importi sotto soglia) ad aziende del territorio», previa chiarezza su «motivazioni» del provvedimento e sull’«importo stimato che aim riscuoterà dal 01/12/19 al 01/12/20 legato a questa proroga». Questa soluzione, sostengono i firmatari, «permetterebbe di riscuotere i proventi che quotidianamente giungono dalla sosta in area urbana, ammontanti a circa 6/8 milioni di euro. Un arricchimento dell’azienda assolutamente ingente a fronte di servizi per la gran parte già erogati nel decennio (i più rilevanti nei primi anni), e a fronte degli attuali pochi servizi manutentivi, per i quali, come detto, gli strumenti di intervento sono molteplici».

Conclusione, scritta a caratteri cubitali: «oggi AIM SpA e le sue articolazioni societarie NON sono in regime di IN HOUSE PROVIDING e quindi la proroga, priva di motivazioni giuridiche, è anche debole in quanto l’azienda oggi non ha nessuna delle caratteristiche specifiche dell’“in house”. Un tale quadro dovrebbe suggerire al Sindaco di PORRE IN ESSERE TUTTI I PROVVEDIMENTI A TUTELA DELL’AMMINISTRAZIONE CHE POTREBBE TROVARSI ESPOSTA A CONTENZIOSO E DANNI in quanto il mancato espletamento delle procedure di gara (oppure il ricorso ad una procedura negoziata senza bando al di fuori delle ipotesi consentite dal Codice) comporta il rischio di annullamento giudiziale del contratto affidato senza gara».