Balasso: «Editto dalla Lega, io fuori dai teatri veneti»

L’attore comico contesta il presidente del Teatro Stabile del Veneto, Beltotto: «Rifiutato spettacolo di Trevisan con me, non è casa sua»

Natalino Balasso contro il presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampero Beltotto. Tutto nasce da un’intervista rilasciata dall’ex portavoce di Zaia e vice di Galan al Gazzettino dove gli viene chiesto come mai la Bancarotta dello scrittore Vitaliano Trevisan tratta da Goldoni con Natalino Balasso non sia presente nei cartelloni dello Stabile del Veneto. La placida risposta è: «Se non ti piace casa mia, a casa mia non ci vieni». L’attore comico scrive un post polemico su Facebook dove accusa: «Notate che a questi qua della Lega non gli frega un cazzo di dire a tutti che si sono impossessati dello Stabile del Veneto e che hanno fatto un editto per non farmi lavorare nelle strutture pubbliche del Veneto, ma questo m’interessa poco, questo qua dice una cosa ben più grave e non riguarda me, riguarda tutti. La vostra idea politica del qua xe tuto mio, così bene messa in pratica da Galan, non ha nulla a che fare con l’amministrazione delle cose pubbliche, il Teatro Stabile del Veneto, Beltotto, non è casa tua! Ma se il pubblico non si lamenta, se a tutti va bene così, se tutti trovano normale che in democrazia un tizio possa dire “Questa è casa mia” di un’istituzione che pagano loro stessi, questi veneti si meritano gente come te».

«Quando si parla di arte, non bisogna dimenticare che in questa nazione l’arte pubblica la finanziano i cittadini ma se ne impadronisce la politica, e se la politica è sta roba qua, fatta di “qua è tutto mio”, i risultati sono aprire la stagione dello Stabile con un giornalista di secondo piano che parla del 1919, così possiamo mettere Mussolini in locandina – continua Balasso -. Nel 2010 all’inaugurazione di una scuola, fanno sentire il Va’ pensiero e non l’inno d’Italia. Il tal Beltotto era portavoce di Zaia, quale risposta avrà dato secondo voi? Intanto si assume le responsabilità della cosa e dice che Zaia non c’entra niente e poi, ovviamente, aggiunge: «Non c’era alcun intento politico in tutto quel che è successo». Beltotto ti do un consiglio per aprire la prosa stellare dell’anno prossimo: dunque, Sallusti che legge i testi di Gigi D’Alessio (potrebbe cantare Gigi, ma purtroppo è straniero e quindi non si può fare) oppure la Meloni che fa il riff che ha rotto i coglioni sui social, così dimostriamo che anche noi di destra abbiamo l’autoironia, ma, che portino qualcosa però, che so, una boccia di vino, un cd, un par de voti, perché a CASA NOSTRA no se vien sensa dare qualcosa in cambio».

(ph: Facebook Natalino Balasso)