Dall’energia al sistema produttivo, “Il futuro che ci attende”

Roma, 22 nov. – (Adnkronos) – Il futuro che ci attende deve essere sostenibile. La strada è tracciata, il percorso avviato, la transizione (economica ed energetica) è in atto e il mercato si sta orientando. E’ la sostenibilità la grande sfida a cui è chiamato a rispondere il sistema Paese, dalle istituzioni al mondo produttivo, in un contesto di veloce e inevitabile cambiamento. Cambiamento che parte dall’energia e procede a vele spiegate verso le rinnovabili, fonti pulite e anche più convenienti.
“La transizione energetica è in atto. La capacità installata di energia da fonti rinnovabili supera sistematicamente la capacità installata di fonti tradizionali e le grandi banche non hanno più intenzione di finanziare progetti fossili. Quindi, è chiaro che il mercato si sta orientando sempre più verso le rinnovabili. Sono la forma più competitiva di produrre energia. Solo nell’ultimo anno, mediamente il costo delle energie rinnovabili è diminuito dell’11-13%, è una cosa che colpisce. E’ più conveniente ormai, nel mondo, produrre solare ed eolico piuttosto che investire nelle energie tradizionali. Questo è il percorso che abbiamo davanti”, spiega Francesco La Camera, direttore generale Irena, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, a margine della seconda giornata del Forum Sostenibilità organizzato a Roma da Fortune Italia nel corso del quale ha preso parte alla tavola rotonda intitolata, appunto, “Il futuro che ci attende”.
Quindi, il futuro energetico prevede una “profonda elettrificazione del sistema alimentato dalle rinnovabili” perché “rinnovabili più efficienza energetica possono consentire di avere il 90% di riduzione della CO2″. Quindi, si va verso le rinnovabili – conclude La Camera – è inevitabile, succederà. E’ un percorso che non può essere evitato”.
Strada segnata anche dal Pniec, il Piano nazionale energia e clima, i cui obiettivi possono essere raggiunti ma, sottolinea Nicola Monti, amministratore delegato Edison, “ci sono difficoltà che il nostro sistema deve superare, una in particolare: il Piano dice che dobbiamo fare 50 Gw di rinnovabili da qua al 2030, stiamo parlando di circa 50 miliardi di investimenti. Ecco, un tema da risolvere è quello di velocizzare i processi autorizzativi per poter mettere a terra questi investimenti. Senza affrontare questo problema sarà molto difficile poter raggiungere questi obiettivi”.
Iter più snelli, ma non solo. Per l’amministratore delegato di Siram Veolia, Emanuela Trentin, il Pniec “ha bisogno di grandi investimenti e di una partnership molto più forte e trasparente tra pubblico e privato, che oggi stenta ancora a decollare”.
L’obiettivo condiviso è quello di realizzare il minor impatto ambientale, a partire dalle aziende. Per farlo, nel caso di Avio Aero, si punta sull’innovazione: “dobbiamo trovare tecnologie nuove che permettano ai nostri prodotti di raggiungere frontiere di performance mai raggiunte prima – spiega il presidente Sandro De Poli – Adesso, nel mondo dell’aeronautica stiamo vedendo tecnologie che permettono riduzioni dei consumi del 15-20%, mai viste prima. Nel settore in cui operiamo, siamo partiti dall’attenzione ai processi industriali per fare in modo che tutto ciò che produciamo venga prodotto nella maniera più eco-compatibile possibile, e dallo sviluppo di nuove tecnologie”.