«Forza Italia ripartirà coi civici e Brugnaro in Altra Italia»

L’assessore veneziano Zuin nuovo coordinatore regionale degli azzurri: «Recupereremo gli elettori persi perché siamo l’alternativa moderata». Renzi? «Non ci preoccupa»

«Oggi non si fanno più battaglie all’interno dei partiti. Si esce e se ne crea uno nuovo. Noi restiamo e andiamo avanti, certo c’è da migliorare e riportare in Forza Italia chi si è spostato un po’ di qua e di là». Parola di Michele Zuin, forzista dal 1994, già deputato, ora assessore comunale a Venezia al bilancio da pochi giorni nuovo coordinatore regionale di Forza Italia. Riceve il testimone da Silvio Berlusconi dopo che Davide Bendinelli, che ricopriva tale incarico, ha deciso di lasciare perché, ha scritto, «non mi ritrovo più nelle scelte politiche del partito, appiattito su Lega e Fratelli d’Italia – ha spiegato – penso che la politica non possa essere una questione di “poltrone” o di gradi appuntati sul petto». Bendinelli ha fatto poi una sorta di lista delle posizioni non condivise con il partito. A questo però il nuovo coordinatore regionale non risponde: «Bendinelli è e resta un amico, io vado avanti nella strada di Forza Italia, nei suoi ideali e valori, non è un momento facile per il partito ma farò di tutto per risollevarlo».

«Si resta e si lotta nel partito»

«A me hanno insegnato che si resta e si lotta all’interno del partito. Ora invece chi è in contrasto con la linea politica esce e ne fonda un altro. Questa è la novità in Italia di questi ultimi anni e crea alternative in cui però le persone sono più attratte dal personaggio che non dalla sostanza e dalle idee di quel movimento o partito. Non è la mia linea. E questo frazionamento non porta il bene di nessuno. Sono tutti partiti che contano poco o nulla e di certo non possono pensare di andare a governare. Noi cerchiamo di migliorare la proposta politica di Forza Italia, partito ben strutturato, come idee e persone da coinvolgere». Forza Italia ha perso consensi e amministratori (molti passati a Fratelli d’Italia). Secondo Zuin una speranza di rilancio sta nel «non fare cose per cui non siamo tagliati. Le tasse sono una battaglia del partito, viste anche le ultime novità che prevedono che i Comuni possano fare pignoramenti in tema di Imu, Tasi e Tari. Alla luce di quello che sta facendo il governo possiamo ripartire da qui». E gli errori commessi finora? Zuin si limita a ribadire «la necessità di riaffermare la nostra identità, che ci ha dato soddisfazioni nel passato e potrà darcene in futuro. Dobbiamo ritornare sui territori, come stava già facendo bene Bendinelli. Questa non è una crisi di Forza Italia ma di tutti i partiti tradizionali, ci sono altri movimenti e la gente è portata a provare cose nuove nell’offerta politica nazionale e regionale». Renzi e il suo movimento preoccupano? Zuin precisa: «Non ci danno alcun fastidio».

Brugnaro e “Altra Italia”

Sulla designazione del sindaco Brugnaro come successore di Berlusconi, il neo-coordinatore veneto spiega che tutto è legato al nuovo movimento “Altra Italia” in rampa di lancio: «Brugnaro è un civico e lo resterà, ha sempre detto di non volersi impegnare nei partiti. Ma potrebbe essere il referente di Altra Italia, movimento federativo, in grado di includere tutta la parte civica dei comuni e delle regioni. Di certo Berlusconi non ha designato Brugnaro successore di Forza Italia che è un partito. E’ fuor di dubbio che Brugnaro piaccia a Berlusconi, l’ha detto più volte. E anche che il sindaco sia una persona concreta, con le caratteristiche di Berlusconi quando è sceso in campo, di imprenditore etc… per questo ha pensato a lui per Altra Italia». Per Forza Italia nel 2020 ci sono due banchi di prova importanti, le elezioni regionali in Veneto e le comunali (con Brugnaro candidato) a Venezia. Zuin richiama i moderati a raccolta: «Forza Italia deve riuscire a riaffermare la sua forza, i suoi principi e i suoi ideali e cercare all’interno dell’elettorato che si è spostato a destra e a manca di riportarlo nelle fila e sotto il simbolo di Forza Italia. Perché votarci oggi? Perché siamo la parte moderata e quella forza politica che può rappresentarla nelle istituzioni, che attualmente non c’è, tra sovranisti, 5 Stelle e Pd. Una forza che rappresenta una fetta grossissima del Paese».