«Teatro Stabile, censura da regime ai danni di Balasso: Beltotto si dimetta»

Il consigliere regionale M5S Berti: «L’ex portavoce di Zaia non ha mai smesso di essere al suo servizio. Chi gestisce un’istituzione pubblica non può essere al servizio del potere»

«Sapete cosa fanno i regimi quando hanno paura? Usano la censura, la violenza. Ed è quello che sta succedendo in Veneto. Quanto denunciato da Balasso emana il cattivo odore della censura di regime». Sono queste le parole del consigliere regionale M5S Jacopo Berti alla notizia di ieri che Giampietro Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto avrebbe estromesso uno spettacolo dell’attore comico veneto «per motivi politici dichiarati apertamente nella frase “se non ti piace casa mia, tu a casa mia non ci vieni».

«L’ex portavoce di Zaia evidentemente non ha smesso di essere al servizio di Zaia – continua Berti -. Ma l’istituzione che presiede non è casa né dell’uno, né dell’altro. Io sto dalla parte di Balasso e di chi dice cose scomode, che ci fanno incazzare magari, ma che ci fanno aprire gli occhi e riflettere. Senza se e senza ma, chi gestisce un’istituzione pubblica come il teatro Stabile del Veneto, non puo’ essere al servizio del potere. Se lo è, va buttato fuori».

(ph: imagoeconomica)