Tra le “sardine” c’é anche l’elettore di centrodestra (liberal)

Fenomenologia di una protesta che dà sfogo a una parte di società “aliena” alle forze oggi in campo

Il fenomeno “sardine” è stato ampiamente coperto dai media in questi giorni, ma vale la pena farne una breve sunto. Nasce dal web come fenomeno spontaneo di contestazione alla campagna elettorale per le regionali dell’Emilia-Romagna, campagna in cui la Lega è la principale sfidante della giunta di centrosinistra in carica. Salvini si spende molto per promuovere la sua candidata Lucia Borgonzoni, facendo il tour delle città della regione, ed è per oscurare mediaticamente la sua data bolognese che nascono le 6000 sardine, opera di tre ragazzi trentenni che hanno organizzato un flash mob in contemporanea al comizio del leader leghista.

Il successo del flash mob (che mobilita 12000 persone) è tale che fioccano gruppi sui social legati all’iniziativa, raggiungendo rapidamente decine di migliaia di partecipanti. In questi gruppi Facebook iniziano le prime discussioni, il cui incipit sono le linee guida dei fondatori del movimento, il cui primo manifesto elenca come caratteri fondanti del movimento gentilezza, comprensione, empatia, antirazzismo, antisessismo, antifascismo, tutti valori dichiaratamente apartitici, sebbene solitamente ricollegati alla cultura di sinistra. E’ in queste discussioni che emergono in massa delle figure aliene, sconosciute ai nostri sondaggisti così come ai nostri opinionisti, eppure presenti e a quanto pare desiderose di dire la loro: elettori di centro e di destra, che non si riconoscono nella svolta dei partiti della loro area di riferimento che hanno abbracciato populismo e sovranismo. Sebbene questi alieni siano una minoranza rispetto alla maggioranza dichiaratamente di sinistra che compone le sardine, partecipano alle mobilitazioni e soprattutto alle discussioni, abbozzando idee e modi di sentire finora non rappresentati in parlamento e nel discorso pubblico.

Da dove vengono questi alieni? Da una molteplicità di case politiche in crisi o in rovina: ex forzisti, ex radicali, transfughi dell’eterna odissea cattolica post scioglimento Dc, liberali di vecchio e nuovo stampo, ex elettori del M5S, renziani delusi. Provenienze diverse, a volte incompatibili fra loro, accomunate da un’unica avversione: quelle per la Lega e alleati. Cosa contestano questi alieni a Lega&friends? Prima di tutto i toni: l’urlo continuo, la campagna elettorale permanente, la criminalizzazione perenne di avversari e minoranze (sessuali, etniche, ecc), creano ripulsa in questi cittadini che preferiscono i toni pacati, la discussione con fair play, evitare offese e ironie su avversari e soggetti deboli. In secondo luogo l’aver spostato troppo a destra l’asse politico italiano: la contiguità fra Lega e neofascismo per reazione ha fatto recuperare (o scoprire ex novo) un dimenticato antifascismo di destra, antifascismo che viene però inteso soprattutto come antipopulismo.

Scendendo più nello specifico, cosa contestano alla Lega e alleati questi elettori di destra senza rappresentanza? Il sessismo, il razzismo ostentato, l’essersi alleati con il cattolicesimo più oltranzista, l’anti-europeismo, la corruzione (ai celeberrimi 49 milioni adesso si aggiunge lo scandalo delle mazzette per il Mose), l’abbandono del meridione a se stesso, il leaderismo autoritario incarnato da Salvini, l’alleanza (mai dichiarata e mai smentita) con la Russia putiniana. Un coacervo intricato di accuse e malesseri difficilmente sintetizzabili da un solo partito che volesse – eventualmente – raccoglierli, ma perfetti per un movimento postideologico come le sardine, la cui scelta dichiarata di non voler confluire né appoggiare alcun partito, tanto da vietare persino qualsiasi simbolo d’area alle manifestazioni, sembra creato appositamente per dar voce a queste recriminazioni senza sbocchi politici immediati.

Adesso che questi alieni si sono mostrati, che futuro li aspetta? A breve termine probabilmente nessuno: poco attratti dalle offerte politiche di sinistra, orfani di un vero centro, delusi dai nostrani tentativi di una destra liberal (Italia Viva e +Europa), sono condannati all’astensione o al voto utile contro la Lega turandosi naso, occhi e bocca. Sul lungo termine invece possono essere la base di quel centro con tinte conservatrici che è morto con Mani Pulite ed è stato intruppato da Berlusconi per 20 anni, pur smarcandosi già all’epoca dagli eccessi populistici tipici del Biscione, ma finendo sempre per votare per lui in mancanza di meglio. Se un leader politico riuscisse a dar voce e a fornire proposte a questo banco di alieni, li potrebbe trasformare in quel centro-destra moderno (alla Macron o alla Merkel, per intenderci) che in Italia manca non tanto come forza elettorale, ma come contrappeso culturale e mediatico al clima da perenne guerra civile che si respira da ormai 30 anni.

(ph: Facebook 6000 sardine)