«In Veneto la mafia c’è: Messina Denaro ne è solo la conferma»

«Se quello che dice un mafioso può essere falso, quel che dicono le inchieste è purtroppo vero». Così in una nota i Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Veneto (in foto) commentano la notizia che il boss mafioso Matteo Messina Denaro si sarebbe nascosto in una cantina nel Trevigiano. «Oggi tutti a chiedersi se può essere realistica la confidenza di un collaboratore di giustizia, secondo al quale il boss dei boss Matteo Messina Denaro in persona avrebbe investito capitali mafiosi in due imprese vinicole venete e nel trevigiano avrebbe trovato rifugio sicuro – proseguono i consiglieri -. Si grida allo scandalo: la mafia avrebbe a che fare con una della nostre celebrate eccellenze, simbolo del Veneto operoso? Impossibile, si dice; probabilmente, davvero si tratta di una finta notizia, di una voce fuori controllo messa in giro da qualche pregiudicato con voglia di trattative con la magistratura, ma non è questo il punto. La mafia in Veneto c’è, eccome. Anche i pregiudicati lo sanno bene e per rendere i loro racconti credibili non per nulla tirano in ballo la nostra regione».

«Caorle, Eraclea, le influenze dei clan perfino nelle elezioni comunali – prosegue il comunicato del M5S Veneto -. E poi ancora le mani della malavita su Jesolo, le inchieste degli anni scorsi sulla ‘ndrangheta nel Veronese. Che dire ancora della denuncia delle almeno 400 imprese stritolate dal crimine organizzato, lanciata in un recente convegno a Padova? La mafia va dove ci sono i soldi, certo, ma anche dove non trova ostacoli. E la politica che non vede, non sente e non parla è una porta spalancata».

Anche il consigliere del Pd Andrea Zanoni commenta la notizia su Messina Denaro, agganciandola alle cronache sulle infiltrazioni mafiose al Nord. «Trovo inquietante venire a conoscenza del fatto che proprio nella mia provincia ha trovato rifugio Matteo Messina Denaro, boss della mafia, latitante da 20 anni e ricercato in tutto il mondo, successore di Totò Riina. Mi inquieta, ma non mi sorprende, è un’altra conferma di come la criminalità organizzata abbia ormai messo radici in Veneto – afferma Zanoni -. Da tempo come Gruppo PD sollecitiamo un impegno maggiore della Giunta Zaia con mozioni, interrogazioni, emendamenti per dare forza e concretezza alla legge regionale 48 del 2012 contro le infiltrazioni mafiose, a cui la Regione assegna pochissimi fondi, direi briciole. Quest’anno solo in seguito a un nostro emendamento al bilancio 2020 abbiamo ottenuto un aumento dei fondi stanziati, in partenza erano di poche migliaia di euro, soldi che restano evidentemente insufficienti. Zaia e la sua Giunta prendano consapevolezza che il Veneto è una regione infiltrata– conclude – e che perciò bisogna lottare con costanza e maggior determinazione, impegnando risorse adeguate». (t.d.b.)

(Ph. Regione Veneto)