Mose, Zaia: «Sulla carta dovrebbe funzionare. Altrimenti tragedia per Venezia»

Il presidente del Veneto: «Quando l’hanno progettato io ero adolescente. E’ un’opera di altissimo valore ingegneristico e di grande creatività»

«Quando hanno progetta il Mose io ero adolescente. Se non funzionasse sarebbe una tragedia per Venezia perchè avremmo buttato 5 miliardi e mezzo di soldi pubblici e non avremmo risolto il problema». Queste le parole del presidente della regione Veneto Luca Zaia intervenuto ai microfoni di “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

«Il Mose è un cantiere dello Stato – ribadisce il governatore -, sono stati investiti oltre 5 miliardi, mancano ancora 320 milioni e il governo ha confermato i finanziamenti. Ci dicono che è già cantierato per il 93% quindi questi 320 milioni dovrebbero servire a completare l’altro 7%. Nel 1984, io avevo 16 anni, hanno dato l’incarico per progettare il Mose, nel 1992 quando io andavo ancora all’università, hanno fatto il progetto definitivo. L’inizio dei lavori è del 2003 e poi è storia attuale. Quindi adesso si tratterà di capire che questo Mose, modello unico nel mondo, funzionerà. Il Mose è un’opera di altissimo valore ingegneristico e di grande creatività».

Sulla polemica delle paratie sott’acqua, Zaia replica: «Stanno lì perché nessuno le voleva vedere a terra, per questioni di impatto ambientale. Sulla carta dovrebbe funzionare, quando ci sarà la prova di collaudo capiremo se funziona o meno. Io spero che funzioni, altrimenti avremmo buttato 5 miliardi e mezzo. Dopo l’inchiesta del 2014 sul Mose, il consorzio Venezia Nuova venne commissariato con tre commissari, da quel momento è stato molto difficile avere informazioni. C’è stata una volontà di guardare da distante questo cantiere considerando quanto di grave è accaduto».

(ph: Italia Nostra)