Zaia: «Mose, ritardi colpa del malaffare Pd e Fi»

Acceso botta e risposta, in Ottava commissione Lavori Pubblici al Senato, tra il governatore e due senatori democratici

Seduta infuocata quella andata in scena ieri, nell’ Ottava commissione Lavori Pubblici al Senato, dove si è tenuta un’audizione informale sullo stato di avanzamento delle opere e delle attività relative alla realizzazione del Mose.

Dopo due interventi dei senatori democratici Vincenzo D’Arienzo, Verona, e Andrea Ferrazzi, Venezia, Luca Zaia si è tolto dalle scarpe qualche sassolino formato macigno. «Bisogna essere dei lazzaroni  per pubblicare foto in cui sono accanto a Galan e in cui alzo i pollici in segno di vittoria e dire che si trattava dell’inaugurazione del Mose: era la presentazione del marchio veneto alla Fenice. È scandaloso che autorevoli esponenti del suo partito pubblichino foto di me con Galan e Berlusconi dicendo che eravamo al Mose quando invece era il Passante di Mestre. Io all’inaugurazione del Mose non ci sono andato, nel 2003 non ero in Regione e non avevo incarichi governativi» ha detto il governatore a proposito delle decine di foto postate sui social anche degli esponenti istituzionali dei dem.

Ma l’affondo arriva quando la Lega viene accusata dei ritardi causati dalla Grande Retata: «Nel 2014, quando ci sono stati gli arresti per lo scandalo del Mose, io non ero il vice di Galan, ero il presidente della Regione e le ricordo che nelle 800 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare e nelle intercettazioni io figuravo come ostacolo al malaffare. Ho un unico patrimonio nella vita ed è l’onestà – ha sottolineato con forza Zaia, facendo riferimento (ma senza nominarli) a Orsoni, Marchese, Chisso, Galan – I principali coinvolti erano il sindaco di Venezia che è, o era, vostro, del Pd, così come il vicepresidente del consiglio regionale e autorevoli esponenti di Forza Italia».

Il governatore si è sfogato anche fuori: «Sul Mose ci sono storie interessanti. C’è chi si chiama fuori da questa partita e ha avuto ruoli importanti, c’è chi parla di Mose ed era nei posti giusti nei momenti giusti quando si decideva, e c’è chi accusa oggi il sottoscritto di non saper nulla. Ma io non so effettivamente nulla, non
perché mi lavo le mani, ma perché il dato di fatto è questo».

(Ph Imagoeconomica)