Trevigiana uccisa a Capo Verde, bodybuilder confessa: «L’ho colpita»

«Non volevo ucciderla»

Svolta nel caso dell’omicidio di Marilena Corrò, la 52enne trevigiana trovata morta in una cisterna d’acqua del suo B&B a Capo Verde. Gianfranco Coppola, 48enne di origini romagnole, ex buttafuori e appassionato di kick boxing ha confessato: «Marilena l’ho colpita io – avrebbe detto -. Ma non ho usato alcun corpo contundente o martello. L’ho spinta e l’ho presa a schiaffi, questo è vero, ma lei è caduta ed ha sbattuto la testa. È morta così. Ma non volevo ucciderla».

Coinvolto anche Pierangelo Zigliani, 68 anni, che sarebbe accusato di aver aiutato Coppola ad occultare il cadavere e a pulire il luogo dov’era avvenuta l’aggressione. Per entrambi è stata confermata la misura cautelare in carcere. Il movente potrebbe essere economico ma sia la polizia di Capo Verde che la Farnesina sono molto caute e non lasciano trasparire ulteriori informazioni.